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Donazione di organi, Modena resta eccellenza nonostante il Coronavirus

Donazione di organi, Modena resta eccellenza nonostante il Coronavirus

Dall'inizio della crisi su 9 donazioni in Regione, 4 sono avvenute nella Terapia intensiva dell'ospedale di Baggiovara


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Su 9 donazioni multiorgano effettuate in Emilia - Romagna in marzo, 4 sono avvenute nell’Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dalla dottoressa Elisabetta Bertellini. Questo risultato conferma la tradizionale performance dell’Ospedale Civile, storicamente tra i centri più “generosi” della Regione e dimostra che il COVID19 non ha fermato la generosità dei modenesi, in un ambito difficile come quello della donazione di organi che sfiora le corde più intime dell’animo dei famigliari dei donatori.

“Il momento in cui una persona è chiamata a decidere se donare gli organi di un proprio congiunto – spiega la dottoressa Elisabetta Bertellini (nella foto) – è tra i più difficili, perché la decisione va effettuate in tempi brevi, mentre si cerca di elaborare la terribile notizia di un lutto, tra paure e dubbi. Nell’attuale contesto dell’epidemia COVID 19, questa decisione viene presa in un momento ancora più complesso e carico di paura e d’ansia,  la nostra terapia intensiva che di solito è “aperta”, è oggi sottoposta a limitazioni di accesso anche per i  familiari dei pazienti no-covid e  questo condiziona l’instaurarsi del percorso di cura condiviso che prevede,  anche, il poter stare vicino al paziente e giungere alla consapevolezza che, nonostante sia stato fatto tutto quanto possibile, non c’è possibilità

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di sopravvivenza .La non opposizione alla donazione, proprio in un momento così difficile costituisce un importantissimo messaggio di fiducia e di speranza, per questo un ringraziamento particolare va alle famiglie che hanno deciso questo gesto di amore e di altruismo,  in un periodo drammatico per tutta la comunità ” 
Le quattro donazioni hanno consentito di prelevare 3 fegati e 4 reni. Il percorso di donazione in epoca Covid19 è molto più lungo e complesso in quanto, oltre a quanto previsto dalla legge e dalle procedure, comporta accertamenti ripetuti, sia sul donatore che sul ricevente, che confermino la negatività per il virus.

“In queste settimane – ha concluso la dottoressa Bertellini – il nostro reparto ha contribuito alla rete provinciale, dedicando, 34 posti di Terapia Intensiva tra gli 87 della Provincia di Modena, ai pazienti Covid più critici. Oltre a questi pazienti, abbiamo gestito pazienti no-covid traumatizzati, colpiti da patologie tempo-dipendenti, quali lo stroke, per le quali l’Ospedale di Baggiovara costituisce il centro di riferimento, non solo provinciale e, in tale ambito, il nostro importante sforzo è stato premiato dalla possibilità di dare speranza a chi è in lista d’attesa per un trapianto”.

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