'Ormai ci siamo abituate e abituati all’idea che l’Italia sia fanalino di coda in Europa su molti temi che impattano la vita di cittadine e cittadini. I diritti e le libertà, purtroppo, non fanno eccezione: troppo spesso nel nostro Paese leggi inique o, peggio ancora, mancanti provocano discriminazioni quotidiane o negano condizioni di vita degne a milioni di persone' - commenta Silvia Panini, attivista per Volt Modena. 'C’è però un tema in particolare che, nonostante la chiara legislazione, viene piegato a volontà ideologiche e politiche: la libertà di scelta sul proprio corpo quando si parla di Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) o di aborto in Italia. Le manifestazioni di fronte all’ospedale di Modena mostrano chiaramente come questo tema sia ideologizzato. Nonostante si nascondano dietro ad un’altra libertà, quella di espressione, questi movimenti di fatto stanno limitando la libertà di qualsiasi persona voglia accedere al percorso di interruzione di gravidanza' - aggiunge.
Interviene poi Silvia Missio, Unione Popolare Modena: 'Ribadiamo alle istituzioni cittadine, in particolare al Sindaco, al consiglio comunale e al prefetto, che concedendo spazio a tali manifestazioni, lungi dal farsi promotori della 'procreazione cosciente e responsabile, dei metodi anticoncezionali, del decorso della gravidanza, del parto e dell'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica' della persona gestante, come esorta la legge 194/1978, concedono invece terreno a movimenti dichiaratamente contro l'autodeterminazione delle persone, quando si tratta di: diritto all'aborto, eutanasia, diritti LGBTQ+.
Nella foto, immagine del presidio la scorsa estate


