La struttura da quasi trecento posti auto e trenta posti moto, realizzata dal gruppo Esselunga nell'ambito della convenzione per la riqualificazione dell'ex Consorzio Agrario e ceduta a titolo gratuito come opera di urbanizzazione, versa infatti in uno stato di totale inutilizzo. Questi i fatti.
La prima gara d'appalto per l'affidamento della gestione, indetta nel settembre del 2025, si è rivelata un autentico tonfo. L'esclusione di entrambi i concorrenti rimasti in corsa, decretata a fine anno per irregolarità formali e per il mancato superamento della soglia minima di sbarramento tecnico, ha lasciato la struttura senza un gestore e spalancato le porte a un'immobilizzazione prolungata. Questo vuoto gestionale genera anche un vuoto di mancati incassi, dal momento che il Comune si trova a gestire un bene di valore del tutto azzerato sul piano della redditività e privo dei canoni di concessione che avrebbero dovuto rimpinguare le casse pubbliche. Ed è di fronte a questo fallimento che la giunta comunale con la delibera del 7 ottobre, cerca di metterci una pezza scaricando di fatto sui cittadini l'inadeguatezza dei propri bandi, introducendo nella concessione da mettere a bando, la possibilità del privato di introitare non solo le somme della sosta a pagamento nel parcheggio multipiano, come doveva essere all'origine ma anche quelle della trasformazione a pagamento di tutta la sosta libera ora a servizio della stazione nell'intera fascia di sosta a raso circostante. Circa quattrocentotrenta stalli collocati tra via Pico, via Montalcini e via Montessori, finora del tutto gratuiti e utilizzati quotidianamente da pendolari e residenti, verranno così trasformati in parcheggi a pagamento con tariffe orarie, giornaliere e abbonamenti.
Prende così forma una vera e propria stangata a doppio binario per la collettività.



