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Il costoso e grande flop dei bandi comunali dietro la sosta a pagamento in Porta Nord

Il costoso e grande flop dei bandi comunali dietro la sosta a pagamento in Porta Nord

A un anno e mezzo dalla consegna, la struttura regalata da Esselunga resta deserta e abbandonata. E il danno dello stallo del Comune si moltiplica


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A un anno e mezzo dalla consegna, il parcheggio multipiano regalato da Esselunga al Comune resta deserto, inutilizzato e abbandonato. La delibera con i contenuti pubblicati nei giorni scorsi da La Pressa, oltre a rendere nota la decisione della giunta di estendere al parcheggio della porta nord della stazione e di di via Pico della Mirandola, prevalentemente utilizzati da pendolari, la sosta a pagamento, come 'bonus' per rendere più appetibile il bando per la concessione, porta con sé un danno messo anno anche per lo stesso comune. Il non essere riusciti in un anno e mezzo, a mettere a reddito e soprattutto al servizio della città un bene di tale valore ed importanza vuole dire tanto. Anche in termini di concessione e quindi di mancati introiti.

La struttura da quasi trecento posti auto e trenta posti moto, realizzata dal gruppo Esselunga nell'ambito della convenzione per la riqualificazione dell'ex Consorzio Agrario e ceduta a titolo gratuito come opera di urbanizzazione, versa infatti in uno stato di totale inutilizzo. Questi i fatti.

La prima gara d'appalto per l'affidamento della gestione, indetta nel settembre del 2025, si è rivelata un autentico tonfo.
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L'esclusione di entrambi i concorrenti rimasti in corsa, decretata a fine anno per irregolarità formali e per il mancato superamento della soglia minima di sbarramento tecnico, ha lasciato la struttura senza un gestore e spalancato le porte a un'immobilizzazione prolungata. Questo vuoto gestionale genera anche un vuoto di mancati incassi, dal momento che il Comune si trova a gestire un bene di valore del tutto azzerato sul piano della redditività e privo dei canoni di concessione che avrebbero dovuto rimpinguare le casse pubbliche. Ed è di fronte a questo fallimento che la giunta comunale con la delibera del 7 ottobre, cerca di metterci una pezza scaricando di fatto sui cittadini l'inadeguatezza dei propri bandi, introducendo nella concessione da mettere a bando, la possibilità del privato di introitare non solo le somme della sosta a pagamento nel parcheggio multipiano, come doveva essere all'origine ma anche quelle della trasformazione a pagamento di tutta la sosta libera ora a servizio della stazione nell'intera fascia di sosta a raso circostante. Circa quattrocentotrenta stalli collocati tra via Pico, via Montalcini e via Montessori, finora del tutto gratuiti e utilizzati quotidianamente da pendolari e residenti, verranno così trasformati in parcheggi a pagamento con tariffe orarie, giornaliere e abbonamenti.

Prende così forma una vera e propria stangata a doppio binario per la collettività.
Da un lato, infatti, i cittadini subiscono il danno patrimoniale indiretto derivante dal mancato guadagno del Comune per via nella oggettiva inadeguatezza dei bandi e delle condizioni per assegnare la struttura al primo tentativo. Dall'altro lato, quegli stessi utenti vengono chiamati a pagare di tasca propria per finanziare e blindare la redditività del nuovo bando privato, perdendo la possibilità di parcheggiare gratuitamente nei pressi della stazione e trovandosi costretti a coprire con la sosta a pagamento i costi di un errore programmatorio di chi amministra la città.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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