La targa commemorativa è stata apposta proprio in occasione dei 130 anni dalla nascita di Montale, il 12 ottobre 1896. Erano presenti il presidente del Consiglio Antonio Carpentieri, tutti i capigruppo e altri consiglieri comunali, la direttrice della Fondazione San Carlo Edith Barbieri, la professoressa Donata Ghermandi, segretaria generale dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, e l'assessore ai Lavori pubblici Giulio Guerzoni.
A seguire, la celebrazione è proseguita nell'aula del Consiglio comunale con l'intervento, in apertura della seduta consiliare, della professoressa Donata Ghermandi, che ha illustrato il testo di Montale, contenuto nella raccolta 'Le occasioni' pubblicata nel 1939. In particolare, la professoressa si è soffermata sulla seconda metà del mottetto dove il Poeta racconta un incontro che dischiude al lettore il senso di questo componimento: 'a Modena, tra i portici,/ un servo gallonato trascinava/ due sciacalli al guinzaglio'. 'Questo servo gallonato – ha spiegato Ghermandi - è in realtà un usciere in livrea che trascina con sé due cagnolini. Un episodio tutto sommato molto normale, ma che ha il potere di fargli sentire viva la donna amata, che è lontana'. Ossia Irma Brandeis, dantista statunitense, conosciuta a Firenze e costretta a tornare in America nel 1938 a causa delle leggi razziali.
L'iniziativa, che ha ottenuto il nulla osta della Soprintendenza e della Fondazione San Carlo, proprietaria dei muri, arriva dopo che nella primavera del 2025 il Consiglio comunale, aveva approvato all'unanimità una mozione di Pd, Avs, Pri-Azione, M5s, Modena Civica, Lega Modena, Fratelli d'Italia e Modena per Modena presentata dalla consigliera Di Padova (Pd).
La mozione aveva l'intento di portare alla luce un frammento prezioso dell'identità culturale modenese ricordando che nel cuore del mottetto composto dal poeta nel 1937 compaiono alcuni versi 'ambientati' proprio a Modena, intrisi della malinconia d'amore per Clizia – all'anagrafe Irma Brandeis, critica letteraria e italianista statunitense – e di una visione simbolica che da decenni appassiona lettori e critici. Nel 1950 Montale stesso svelò in un articolo sul Corriere della Sera l'origine concreta dell'ispirazione: una passeggiata estiva sotto i portici modenesi, l'incontro con un anziano in divisa che portava al guinzaglio due animali insoliti, 'non cani, ma sciacalli'.




