Il 2018 è stato l'anno del primo record e del primo netto sforamento della soglia limite delle 50.400 tonnellate di rifiuti speciali fissata in un anno per l'inceneritore di Modena. Perché anziché 50.400 tonnellate nell'inceneritore ne furono conferite più di 61.000, il 20% in più rispetto all'anno precedente, il 2017, in cui le tonnellate di rifiuti conferite furono 42.000, ben al di sotto dei limiti consentiti. Nonostante non risulti (anche se su questo punto siamo pronti a riportare eventuali correzioni dagli organi competenti), che la normativa, anche regionale (il riferimento che abbiamo analizzato è quello riportato da Arpae nell'ultimo report relativo al consuntivo del 2019 è Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato
con deliberazione dell’Assemblea Legislativa n.67 del 03/05/2016, che regolamenta i quantitativi
ed il flusso di rifiuti urbani e rifiuti speciali), abbia autorizzato tale sforamento.
Il dato definitivo dei rifiuti speciali conferiti nel 2019 all'inceneritore di Modena registra infatti un punto mai raggiunto: 74.451 tonnellate, più di 13.000 tonnellate in più rispetto 61.000 tonnellate del 2018, e 32.000 in più rispetto al dato del 2017. Un aumento tale da compensare la riduzione delle tonnellate di rifiuti urbani conferite nel 2019 rispetto agli anni precedenti. Riduzione costante negli ultimi anni. Dalle 166.000 tonnellate di rifiuti urbani del 2017 si è passati alle 150.000 del 2018 e alle 133.000 del 2019. Riduzione dovuta al calo delle singole fonti, provinciali e da altre province. I rifiuti indifferenziati prodotti a Modena e dstinati all'inceneritore passano dalle 124 mila tonnellate del 2017 alle 119.000 del 2018 e alle 111.000 del 2019. In costante riduzione alla quantità di rifiuti urbane portate all'inceneritore di Modena da altre province, passati dalle 42.000 tonnellate del 2017 alle 30.000 del 2018, alle 22.000 del 2019.
Fatto sta che nonostante gli sforzi dei cittadini modenesi nell'adottare comportamenti virtuosi nella raccolta differenziata (pur nei limiti di una differenziata nel comune di Modena ancora cosiddetta sporca, ovvero ancora condotta con la modalità dei cassonetti e non con il porta a porta e conseguente tariffa puntuale), il prezzo che Modena e l'intera provincia continuano a pagare in termini di impatto ambientale è altissimo o almeno maggiore rispetto quello che pesa su altre province della regione anche con inceneritore e a quello che con le più all'avanguardia tecniche di raccolte e riciclo del materiale, si potrebbero ottenere. Perché al di la delle emissioni di polveri e metalli dal camino dell'inceneritore e la produzione di scorie da avviare a loro volta ad incenerimento, c'è da considerare l'enorme movimentazione e traffico di mezzi pesanti non solo impegnati nella raccolta ma anche carichi di rifiuti speciali e non provenienti da altre province. E che, sia perché autorizzati sia perché in movimento al di fuori dell'anello della tangenziale, non rispondono alle limitazioni del traffico imposte, nemmeno in emergenza.
Gi.Ga
Ricordiamo che La Pressa ha pubblicato un ampio dossier/inchiesta sull'inceneritore di Modena consultabile QUI


