'In Italia si contano 40mila decessi l'anno per tumore polmone- spiega l'esperto interpellato dall'agenzia Dire- che rappresenta la prima causa di morte per neoplasia in Italia. Ci sono pochi finanziamenti ed è difficile coinvolgere le persone perché se l'80% dei casi di donne a cui viene diagnosticato un tumore alla mammella ha un'aspettativa di vita di almeno 5 anni, nel caso del tumore al polmone dopo 5 anni dal momento della diagnosi è ancora vivo solamente il 18% dei pazienti'.
Quali strategie mettere in campo? 'C'è da fare tanto per questa patologia ma si investe poco. Sappiamo- risponde Cardillo- che la causa principale della malattia è il fumo di sigaretta. Circa l'85% dei nuovi casi infatti è legato al consumo di tabacco. Quindi è una malattia prevenibile eliminando questo fattore di rischio e attraverso una diagnosi precoce. Finalmente anche in Italia, il 9 novembre scorso il ministro della Salute ha istituito la Rete degli screening polmonari coinvolgendo i 18 istituti specialistici distribuiti sul territorio nazionale. In particolare per il Lazio partecipa l'IFO di Roma. Siamo grati di questo progetto pilota- aggiunge il direttore della Uoc di Chirurgia Toracica San Camillo Forlanini- ma i fumatori in Italia sono moltissimi se si considera che da 10 milioni di fumatori nel nostro Paese siamo passati addirittura a 11 milioni di fumatori post lockdown'.
L'obiettivo è 'aumentare il numero degli screening per raggiungere il maggior numero di persone possibili. Se come detto la sopravvivenza a 5 anni è del 18%, che vuol dire che solo 1 paziente su 5 è vivo a distanza di 5 anni, mentre con la diagnosi precoce siamo in grado di operare presto e la sopravvivenza a 5 anni sale dal 18% al 90%', fa sapere Cardillo.
'La Tac del torace- precisa- è da raccomandare ai forte fumatori.
Quindi i soggetti prevalentemente a rischio sono solo I fumatori? 'I soggetti a rischio- sottolinea l'esperto- sono prevalentemente i forti fumatori. Prima rientravano in questa categoria gli over 55enni che fumavano almeno 30 sigarette al giorno per 20 anni. Adesso invece l'asticella si è abbassata infatti a rischio sono i 50enni che fumano 20 sigarette al giorno da 20 anni. Il 5% di questi soggetti rischia perciò in 5 anni di sviluppare il tumore al polmone. Dunque si comprende quanto sia importante fare diagnosi precoce ed evitare il fumo.

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