Per questo 'da un punto di vista individuale - continua Ricciardi - il rispetto della distanza di sicurezza, il lavaggio e la disinfezione delle mani e l'utilizzo della mascherina quando non è possibile garantire la distanza, sia all'aperto, ma soprattutto al chiuso, sono pilastri comportamentali che ci accompagneranno anche nella seconda parte dell'anno e che non vanno abbandonati con superficialità. La variante indiana, che sta ora cominciando a circolare anche in Italia in modo diffuso, sarà in quel momento dominante e le sue caratteristiche di contagiosità sono tali che va assolutamente evitato l’affollamento dei mezzi pubblici e la mancanza di cautele all’interno degli ambienti chiusi, in primis quelli scolastici, che si tradurrebbero in un’impennata dei casi'. 'Un secondo punto cruciale - sottolinea - è la cautela nei viaggi e negli spostamenti, l’anno scorso l’epidemia fu fatta ripartire da migliaia di ragazzi che erano andati in vacanza in Paesi come Grecia, Spagna e Croazia che pur di attirare turisti avevano abbandonato ogni cautela. Tanti di loro ritornando in Italia avevano contagiato amici e parenti nelle piazze della movida, nelle discoteche e, soprattutto, all’interno delle loro case. L’impatto di questa superficialità è stato disastroso, questa volta dovremmo evitarlo'. La terza condizione, forse la più importante e decisiva nella lotta al coronavirus, è la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci che l’anno scorso potevamo solo sperare di avere - aggiunge - La campagna vaccinale sta procedendo a ritmi discreti e se viene ulteriormente accelerata le varianti dominanti troveranno una popolazione, soprattutto nelle fasce più vulnerabili, protetta e immune, e questo alleggerirà la pressione sui servizi sanitari e consentirà di non prendere misure di ultima istanza come il lockdown. Per questo è necessario raggiungere rapidamente gli oltre tre milioni di ultrasessantenni che non sono ancora vaccinati e per questo è indispensabile un maggiore e più omogeneo coinvolgimento dei medici di medicina generale che hanno peraltro elaborato un algoritmo in grado di individuare e raggiungere, anche nelle aree
''Arriviamo all’estate in una condizione epidemiologica quantitativamente simile a quella dell’anno scorso, ma vi sono diverse motivazioni-condizioni per far sì che l’autunno e l’inverno non siano gli stessi del 2020 e dell’inizio del 2021, con una seconda e una terza ondata epidemica che hanno causato più malati e morti della prima. Innanzitutto, non bisognerebbe commettere gli stessi errori dello scorso anno e utilizzare i mesi estivi non solo per le vacanze, ma anche per la preparazione alla ripresa scolastica e lavorativa dell’autunno''.


