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Sacca: spunta un centro pubblico per assistenza a tossicodipendenti

Sacca: spunta un centro pubblico per assistenza a tossicodipendenti

Il centro diurno aprirà lunedì 17 e sarà gestito da Ausl e Ceis. Residenti in rivolta: 'Siamo indignati, offesi e preoccupati. Nessuno, dal Comune, ci ha detto nulla, nonostante le segnalazioni e le richieste. Oggi la conferma e l'ennesima presa in giro dal Comune'


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'Un irrispettoso mancato confronto con la cittadinanza sfociato oggi, con la nota del Comune di Modena intitolata 'Un nuovo centro al servizio del quartiere', in una colossale presa in giro'.
Così Camillo Po insieme ad un altro gruppo di cittadini residenti del quartiere, hanno commentato questa mattina la notizia ufficiale che da lunedì 17 marzo aprirà un centro diurno sperimentale dedicato a soggetti tossicodipendenti nato dal concorso tra Ausl, Comune e Fondazione Ceis di Modena. 'Un nuovo servizio - si legge dalla nota del Comune - per rispondere a problematiche correlate alla tossicodipendenza nei quartieri Sacca e Crocetta. Si tratta del Progetto Drop-In nato dall’esperienza che da anni conduce su quel territorio l’unità mobile che incontra in strada le persone con problemi di tossicodipendenza. Il progetto intende contribuire a fornire una risposta adeguata, integrativa e diversa ai bisogni individuali delle persone che hanno questo tipo di problema e a quelli di vivibilità e sicurezza della cittadinanza residente nella zona'.

Il servizio, gestito dal Ceis di Modena, si rivolge dichiaratamente alle persone con problemi di tossicodipendenza o alcolcorrelati che stazionano nel quartiere e che vivono una situazione di marginalità ed esclusione sociale che può generare comportamenti devianti.
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L’intento è fornire un’alternativa a ritmi, stili di vita, rischi sanitari e sociali della vita in strada, attraverso l’erogazione di servizi primari e il contenimento dei comportamenti devianti.

Nel Centro, ospitato nei locali di un capannone che si estende da via Giulio Benassi e il parcheggio pubblico su via Pico della Mirandola, a fianco della Caserma del comando provinciale dei Carabinieri, avrà accesso principale proprio dal parcheggio. Sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16, sabato e domenica dalle 9 alle 14. 'Gli utenti - descrive il Comune - potranno ricevere un pasto caldo e indumenti puliti, usufruire dei servizi igienici, oltre che ricevere ascolto, accoglienza e orientamento. L’obiettivo è offrire alle persone in difficoltà una proposta alternativa, anche di breve durata, alla strada, attraverso l’erogazione di servizi primari; facilitare l’accesso ai servizi e promuovere comportamenti di salvaguardia della propria e dell’altrui salute e di riduzione dei reati correlati all’uso di sostanze stupefacenti. Si punterà, inoltre, a promuovere il miglioramento della qualità della vita incrementando competenze sociali, interessi e abilità. Il servizio offrirà locali attrezzati per attività aggregative e la possibilità di partecipare ad attività laboratoriali e gruppi di auto-aiuto'

'Siamo offesi e preoccupati da un lato dal comportamento irrispettoso delle istituzioni pubbliche
che non ci hanno detto nulla, nemmeno attraverso il quartiere, nonostante le segnalazioni e le richieste di chiarimento avanzate ripetutamente in queste settimane e, dall'altro, dalle conseguenze che un tale centro potrà avere sulla vivibilità del quartiere e di un rione che proprio in quelle aree ha registrato gravi episodi di cronaca e di degrado. Vogliamo ricordare che in via Giulio Benassi ci sono tante palazzine, ed è presente anche una scuola di inglese frequentata da ragazzi. Altro che servizio al quartiere, qui si tratta di danno ad un quartiere che convive ogni giorno con problemi legati al degrado e alle conseguenze di spaccio e tossicodipendenza. Ci sembra di sognare. Nella città che vanta percorsi partecipativi e dialogo con i quartieri, è scandaloso che i cittadini, anche organizzati e attivi nella vita della propria realtà, non vengano coinvolti e siano informati solo a cose fatte' - afferma Camillo Po

Tornando alle caratteristiche del centro così come presentate dal Comune da oggi si sa che 'l’equipe di lavoro sarà composta da diverse professionalità (educatori, operatori sociali, animatori, mediatori culturali); durante l’apertura del Centro saranno sempre presenti due operatori coadiuvati da tirocinanti e volontari.

Le attività Centro si svolgeranno in collaborazione con il Servizio Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Modena che ha con il Ceis una virtuosa e decennale partnership nell’ambito dei Servizi per le dipendenze, sia residenziali che territoriali.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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