Daniele Giovanardi, ex primario del Pronto soccorso del Policlinico di Modena, è una delle poche voci dissonanti nel coro omologato della sanità modenese. Una voce autorevole, considerata l'esperienza maturata, e che in queste settimane di emergenza sanitaria si è più volte alzata per criticare la gestione messa in campo dall'azienda sanitaria modenese.
Giovanardi, da cosa nasce questo suo interesse alla gestione sanitaria del coronavirus?
'La direzione di un grande Pronto soccorso richiede competenze diagnostico-terapeutiche, ma ancor più organizzative. Il Pronto soccorso è un punto di raccordo fondamentale fra territorio ed ospedale e il suo funzionamento non può prescindere da queste due realtà. Anche ora, sebbene a riposo, continuo ad interessarmi di modelli funzionali'.
In effetti in Italia abbiamo visto che ogni regione ha dato indicazioni differenti, quale è il suo giudizio?
'Ho avuto la fortuna di partecipare e poi di pubblicare i risultati di uno studio della NATO svoltosi ad Haifa in Israele con la partecipazione di esperti di tutti gli stati aderenti. Si elencavano tutte le procedure da mettere in campo in caso di pandemia'.
E quali erano queste indicazioni?
'Per prima cosa la protezione del personale sanitario attraverso lo stoccaggio di protezioni individuali per uso immediato: mascherine, tute...
E questo è stato fatto?
'In alcune realtà sin da subito, vedi Germania e Regione Veneto. La Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna hanno invece centralizzato verso gli ospedali'.
E' stato fondamentale anche l'uso dei tamponi?
'Certamente: sin dal mese di febbraio, ogni qualvolta abbia potuto farlo, ho suggerito fortemente che l'uso dei tamponi dovesse essere allargato agli asintomatici sospetti infetti (come hanno fatto nel Veneto) mentre in Lombardia e in Emilia Romagna erano riservati sino a ieri solo a chi aveva sintomi importanti'.
Ora è il momento del plasma. Cosa ne pensa?
'Le cose sono orma chiare. Ieri il Governatore Zaia ha inaugurato in Veneto la prima banca del plasma, a disposizione in caso di necessità.
Recentemente un suo collega ha affermato riferendosi a lei che 'l'esercizio della polemica fatto in questo momento, sopratutto se praticato da un medico è grave ed offensivo non solo nei confronti di tutti gli operatori del Pronto Soccorso ma anche dell'intera comunità modenese'. Cosa risponde?
'Come ben sa (qui il link) i miei colleghi hanno ricevuto l'ordine di non esprimersi su alcun mezzo di comunicazione su fatti riguardanti il Covid, se non dopo espressa liberatoria della Direzione Sanitaria.
Ultima questione: è stato criticato perché è facile “pontificare da casa”...
'Mi sono offerto subito come medico volontario e sono ancora in attesa di risposta'.
Leo



