Sono 106 i volontari singoli e appartenenti a 11 gruppi, tra parrocchie, gruppi di amici e colleghi che si alternano ogni giorno per servire i 200 pasti gratuiti per le persone accolte nella mensa di Porta Aperta presso il centro di accoglienza 'Madonna del Murazzo a Modena'. Insieme a loro il contributo di 6 aziende che svolgono attività di volontariato d’impresa, e 8 gruppi scout che hanno scelto di vivere a Porta Aperta un’esperienza di volontariato. Anche molte scuole sono coinvolte nel servizio mensa, in particolare attraverso i percorsi di PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento).
Un impegno umano importante al servizio di chi ha bisogno e delle persone in condizione di fragilità, e da oggi svolto all'interno di locali mensa completamente rinnovati. Nuovi arredi, impianti, infissi e interventi strutturali per rendere la mensa più funzionale e accogliente. I tutto grazie al sostegno di fondazioni, aziende e donatori privati. La nuova sala è stata presentata questa mattina dal Presidente di Porta Aperta Alberto Caldana, alla presenza dell'assessore ai servizi sociali Alessandra Camporota.
La mensa
Aperta tutti i giorni dell’anno, la mensa offre gratuitamente colazione, pranzo e cena, per un totale di circa 200 pasti al giorno.
A Porta Aperta il pasto rappresenta da sempre anche il punto di partenza di una relazione, a partire da un luogo, la mensa, nel quale chi attraversa un momento difficile può trovare ascolto, sostegno e accompagnamento.
Proprio da questa idea è nato il progetto di riqualificazione “Una mensa che accoglie”, con l’obiettivo di intervenire su uno spazio molto vissuto e frequentato, e renderlo più adeguato; le scelte progettuali sono maturate attraverso il confronto con lo Studio Archilinea, seguendo le linee fornite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che ha la tutela dell'immobile che ospita la mensa.
Gli interventi hanno interessato diversi ambienti della struttura. Sono stati rimossi il pavimento e gli intonaci, levigato il pavimento originale e sistemate le scale davanti al magazzino. Nei magazzini sono stati effettuati lavori di tinteggiatura e sono stati sostituiti tutti gli scaffali, migliorando la sicurezza e la funzionalità dello stoccaggio dei prodotti donati.

Nel corridoio sono state sostituite le porte REI, mentre nuovi infissi con zanzariere hanno migliorato anche l’isolamento termico degli ambienti. La mensa è stata inoltre dotata di un nuovo impianto di illuminazione, di nuovi tavoli e sedie e di un bagnomaria che consente di mantenere costante la temperatura dei pasti e rendere più efficiente il servizio.
'Abbiamo voluto che questa riqualificazione non fosse semplicemente un intervento sugli spazi, ma un investimento sul modo in cui accogliamo le persone – sottolinea Alberto Caldana, presidente di Porta Aperta Modena – La mensa è spesso uno dei primi luoghi nei quali incontriamo chi attraversa una situazione difficile. Rendere questo ambiente più curato, dignitoso e funzionale significa dire concretamente a ogni persona che entra che qui non viene considerata soltanto per il suo bisogno, ma nella sua interezza. È questo il senso profondo di “Una mensa che accoglie”: trasformare un pasto in un’occasione di incontro, relazione e possibile ripartenza'.
Il progetto è stato reso possibile dal sostegno di Fondazione di Modena, Fondazione Rangoni Machiavelli e Gruppo di Solidarietà Tetra Pak aps. A questi, si sono affiancate altre numerose realtà: Automobili Lamborghini S.p.A., HPE Italia, Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero, Kerakoll, Bellei Luigi e Figli S.r.l., CNA Modena, Fondazione Iris Ceramica Group ETS, Pontex S.r.l., Tellure Rota S.p.A., Ing. Ferrari S.p.A., CMB Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, Tavola della Pace di Marano sul Panaro, Testi Holding S.p.A., Vaielettrico e La Bulloneria Emiliana S.r.l.. Hanno inoltre scelto di sostenere “Una mensa che accoglie” anche 209 persone




