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Maxi impianto biometano a Concordia: ecco il progetto

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L’impianto sarà realizzato da Bio Bimat Srl con un investimento di circa 30 milioni e riceverà circa 80 mila tonnellate di Forsu/anno


Maxi impianto biometano a Concordia: ecco il progetto

A Concordia è stata avviata la fase di Valutazione di Impatto Ambientale di un progetto presentato dalla società Bio Bimat srl di Modena per realizzare nell’area industriale Ex Kermar un impianto per la produzione di biometano attraverso il recupero a fini energetici di biomassa composta da 20.000 tonellate all'anno di residui di sfalci e potature e 80.000 tonellate all'anno di frazione organica della raccolta differenziata urbana.

'L’attuale Piano Strutturale Comunale, in vigore dal 2009, consente presso l’area ex Kermar, tra le varie attività, anche l’insediamento di quelle che producono energie rinnovabili - come in questo caso - ed è a carico dei proponenti il completamento di tutte le opere di urbanizzazione dell’intero comparto, previa autorizzazione del Piano Urbanistico Attuativo di competenza comunale. L’area di via delle Mondine interessata dal progetto è stata acquistata dalla Bio Bimat all’asta bandita dal curatore fallimentare dopo diverse gare andate deserte negli anni precedenti - spiega il sindaco Luca Prandini -. La Valutazione di Impatto Ambientale è nella sua fase iniziale ed è intenzione dell’Amministrazione comunale esercitare la massima attenzione nel controllo delle norme urbanistiche attribuite al Comune e chiedere agli altri enti coinvolti nella valutazione del progetto il massimo rigore in merito alle rispettive competenze attribuite dalla legislazione in materia. Tale precisazione è doverosa dopo che attraverso i social e articoli di stampa sono uscite informazioni inesatte rispetto alla natura del progetto e al ruolo dell’Amministrazione comunale. L’iter autorizzativo è in capo all’Arpae regionale, che è il soggetto che eventualmente concederà l’autorizzazione al funzionamento dell’impianto dopo la conclusione di un lungo percorso di valutazione del progetto che chiama in causa diversi enti (Ausl, Vigili del Fuoco, Provincia di Modena, Soprintendenza, Comuni, ecc…) a valutare in una apposita conferenza dei servizi la sostenibilità della proposta sotto diversi aspetti legati all’analisi dell’impatto sanitario, ambientale, paesaggistico e viabilistico. È intenzione dell’Amministrazione comunale esercitare in questa fase, come sempre, la massima attenzione a tutela dei cittadini e dell’ambiente affinché in caso di autorizzazione il progetto abbia ricadute positive per il territorio e l’occupazione. Inoltre la giunta chiede altrettanta attenzione sia alla ditta proponente sia agli altri enti coinvolti nella valutazione del progetto. L’Amministrazione comunale, dopo la prima riunione della conferenza dei servizi convocata il 1 ottobre 2018 a Modena con l’obiettivo di organizzare l’istruttoria della pratica, ha riunito l’8 ottobre la competente commissione consiliare territorio e ambiente in cui il sindaco e l’ufficio tecnico hanno illustrato ai consiglieri comunali l’iter istruttorio e le competenze del Comune. Proprio per approfondire il merito della proposta è stata convocata per il 17 ottobre una nuova riunione della commissione consiliare chiedendo la presenza della società in modo che Bio Bimat possa illustrare direttamente ai consiglieri il progetto che propone a Concordia. É anche intenzione dell’Amministrazione chiedere a Bio Bimat di promuovere iniziative pubbliche in modo che già in questa fase istruttoria si possa confrontare con i cittadini e rispondere a dubbi e domande'.



L'azienda

'L’impianto, che sarà realizzato da Bio Bimat Srl con un investimento di circa 30 milioni di euro, riceverà circa 80 mila tonnellate di Forsu/anno, che garantiranno una produzione di 6,4 milioni di metri cubi di biometano l’anno. Il materiale derivante dalla digestione anaerobica sarà ulteriormente lavorato per l’ottenimento di ammendante naturale. Solo il 10%-15% del totale complessivamente conferito sarà rifiuto biologicamente inerte (plastiche, metalli, vetro) da destinare al recupero presso aziende specializzate - spiega l'azienda in una nota -. Per quanto riguarda gli accorgimenti progettuali per la massima riduzione delle emissioni odorigene: i serbatoi di stoccaggio sono dotati di captazione delle arie a capacità odorigena, tutti i capannoni in cui avvengono le varie fasi di lavorazione sono mantenuti costantemente in depressione mentre l’aria estratta viene inviata a impianti di trattamento composti da impianti di lavaggio aria in controcorrente con successiva biofiltrazione, prima dell’immissione in atmosfera, tutti impianti a funzionamento in ciclo chiuso. Tutti i capannoni sono dotati di doppi portoni chiudibili, l’edificio che accoglie i mezzi e stato suddiviso in modo tale da consentire di operare sempre in ambienti chiusi, confinati e sottoposti ad aspirazione forzata delle arie, mantenendo divise le attività ed i conseguenti carichi odorigeni che ne derivano. Il sistema di trattamento dell’aria, presentato in Conferenza dei servizi, dove non sono emersi rilievi, prevede inoltre per ciascuna linea di trattamento delle arie esauste l’installazione di un biofiltro di tipo chiuso. I proponenti il progetto confermano, nell’ottica della massima trasparenza e per la valorizzazione di un impianto che produrrà benefici ambientali, la loro disponibilità ad una serie di incontri di conoscenza del progetto con cittadini, istituzioni locali, forze politiche e associazioni d’impresa e sociali, a cominciare dalle imprese e dalle famiglie localizzate e residenti nelle vicinanze della centrale'.

 



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