E mentre il Papa parla di 'perversa spirale delle armi', l'Italia continua a inviare armi in Ucraina, motivando questa scelta proprio con la paradossale necessità di arrivare a una pace.
Un grido forte e non negoziabile quello del Pontefice che rimanda a una vera e propria scomunica morale. Inviare armi a una delle due nazioni in guerra, anche se si tratta della nazione aggredita, è 'perverso', dice Papa Francesco. E la parola 'perverso' risuona come un monito drammatico.
Un monito che riguarda tutti: coloro che pensano di risolvere i conflitti con le armi e coloro che quei conflitti hanno iniziato in modo folle e colpevole.
Un monito quello di Papa Francesco che ricorda quello famoso e sconvolgente di Giovanni Paolo II contro i mafiosi nella Valle dei Templi, il 9 maggio 1993. 'Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, devono capire, devono capire che non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta: “Non uccidere”: non può uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Qui ci vuole civiltà della vita. Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via verità e vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio'.
Ebbene, oggi chi dice no all'invio di armi all'Ucraina, chi dice no alla escalation che sta velocemente portando l'Europa sull'orlo di un conflitto mondiale e che non sta aiutando nemmeno il popolo ucraino, non si pone a fianco di Putin. No, si pone al fianco del Papa. E oggi Bergoglio lo ha detto chiaramente.
Giuseppe Leonelli


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