Il 3 giugno 1963, alle 19:49, si spegneva in Vaticano Papa Giovanni XXIII, una delle figure più amate e influenti della storia contemporanea della Chiesa cattolica. Aveva 81 anni ed era affetto da un tumore allo stomaco che, nei mesi precedenti, aveva progressivamente aggravato le sue condizioni di salute.
Nato come Angelo Giuseppe Roncalli il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, Giovanni XXIII era stato eletto pontefice il 28 ottobre 1958. Molti osservatori dell'epoca lo consideravano un papa di transizione, destinato a guidare la Chiesa per un breve periodo. Invece, nel giro di pochi anni, avrebbe lasciato un segno profondo e duraturo.
Il suo pontificato è ricordato soprattutto per aver convocato il Concilio Vaticano II, inaugurato l'11 ottobre 1962. Con questa scelta rivoluzionaria, Giovanni XXIII aprì la Chiesa a una stagione di dialogo con il mondo moderno, promuovendo il confronto con altre confessioni cristiane, con le altre religioni e con la società contemporanea.
La sua semplicità, la vicinanza alla gente e il linguaggio diretto gli valsero il soprannome di “Papa Buono”. Durante i momenti più delicati della Guerra Fredda, il pontefice si fece promotore di messaggi di pace e riconciliazione, culminati nell'enciclica Pacem in Terris, pubblicata pochi mesi prima della sua morte, nell'aprile del 1963.
La notizia della sua scomparsa suscitò una profonda commozione in tutto il mondo. Migliaia di fedeli si radunarono in Piazza San Pietro per rendergli omaggio, mentre capi di Stato e rappresentanti religiosi di ogni continente ne ricordarono l'opera e il carisma.
Dopo la sua morte, il Concilio Vaticano II proseguì sotto il suo successore, Papa Paolo VI, portando avanti il percorso di rinnovamento avviato da Giovanni XXIII.
Nel 2014, Papa Francesco lo proclamò santo, riconoscendo ufficialmente l'importanza spirituale e storica della sua eredità.


