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Piazza Tienanmen, l'uomo che fermò i carri armati: 5 giugno 1989

Piazza Tienanmen, l'uomo che fermò i carri armati: 5 giugno 1989

L'immagine dell'uomo solo davanti ai carri armati divenne un simbolo universale di resistenza civile, coraggio individuale e opposizione non violenta al potere


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Il 5 giugno 1989, il giorno dopo la repressione delle proteste di piazza Tienanmen a Pechino, un uomo sconosciuto compì uno dei gesti più celebri e simbolici del XX secolo.

Poco dopo mezzogiorno, lungo il viale Chang'an, una colonna di carri armati dell'Esercito Popolare di Liberazione avanzava attraverso la capitale cinese. Davanti ai mezzi comparve un uomo in camicia bianca e pantaloni scuri, con due sacchetti della spesa tra le mani. Da solo, si fermò in mezzo alla strada.

I carri armati rallentarono e si arrestarono. Quando il primo mezzo tentò di aggirarlo, l'uomo si spostò più volte per continuare a sbarrargli il passaggio. A un certo punto salì persino sul carro armato di testa e sembrò parlare con alcuni membri dell'equipaggio. Dopo alcuni minuti fu allontanato da persone rimaste sconosciute e scomparve dalla scena. Da allora non è mai stato identificato con certezza.

Il gesto avvenne all'indomani della violenta conclusione delle manifestazioni studentesche e popolari che da settimane chiedevano riforme politiche, maggiore libertà di espressione e un contrasto più efficace alla corruzione. Nella notte tra il 3 e il 4 giugno, l'esercito intervenne per sgomberare l'area di Tiananmen e le zone circostanti, provocando centinaia o forse migliaia di vittime secondo le diverse stime disponibili.

L'identità del cosiddetto 'Tank Man' rimane ancora oggi un mistero. Nel corso degli anni sono circolate diverse ipotesi sul suo nome e sul suo destino, ma nessuna è mai stata confermata. Persino le autorità cinesi hanno dichiarato di non sapere che cosa gli sia accaduto.

La fotografia e i filmati dell'episodio fecero rapidamente il giro del mondo. L'immagine dell'uomo solo davanti ai carri armati divenne un simbolo universale di resistenza civile, coraggio individuale e opposizione non violenta al potere.

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