6 giugno 1944. All'alba di una giornata grigia e ventosa, migliaia di navi appaiono davanti alle coste della Normandia, nel nord della Francia. È l'inizio del D-Day, il giorno dello sbarco alleato che avrebbe segnato una svolta decisiva nella Seconda guerra mondiale. L'operazione, conosciuta con il nome in codice Overlord, rappresenta ancora oggi la più grande invasione anfibia mai realizzata.
Dopo anni di occupazione nazista dell'Europa occidentale, gli Alleati decidono di aprire un nuovo fronte contro la Germania di Hitler. Nelle ore precedenti lo sbarco, migliaia di paracadutisti americani e britannici vengono lanciati dietro le linee tedesche per conquistare ponti, strade e punti strategici. Poco dopo, una gigantesca flotta attraversa la Manica diretta verso le spiagge francesi.
Le truppe sbarcano su cinque spiagge destinate a diventare celebri: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword. La resistenza tedesca è feroce, soprattutto a Omaha Beach, dove centinaia di soldati vengono colpiti appena mettono piede a terra. Nonostante le pesanti perdite, gli Alleati riescono a consolidare le proprie posizioni e a creare una testa di ponte in territorio francese.
L'operazione coinvolge oltre 150.000 soldati nel solo giorno dello sbarco, supportati da migliaia di navi e aerei. È il risultato di mesi di preparazione, depistaggi e operazioni di intelligence che convincono i tedeschi che l'invasione avverrà altrove, nella zona del Pas-de-Calais.
Il successo del D-Day apre la strada alla liberazione della Francia. Meno di tre mesi dopo, il 25 agosto 1944, Parigi viene liberata. Da quel momento le forze alleate avanzano verso la Germania, contribuendo in modo decisivo alla caduta del Terzo Reich e alla fine della guerra in Europa.


