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Figliuolo mio, un po' t'amo un po' ti odio: i tormenti del numero 2 Bonaccini

Figliuolo mio, un po' t'amo un po' ti odio: i tormenti del numero 2 Bonaccini

Con Figliuolo che, dal canto suo, passa da capo della lotta alla pandemia, a valoroso militare in guerra contro il cambiamento climatico che avrebbe causato l'alluvione


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Per Stefano Bonaccini, eterna promessa numero uno ed eterna realtà numero due (di Schlein prima di Figliuolo poi), quella di oggi è stata una giornata campale. Il governatore dell'Emilia Romagna e presidente del Pd nazionale ha accolto infatti nella giornata odierna il neo commissario alla ricostruzione post-alluvione Figliuolo, per la prima visita ufficiale nei territori devastati della Romagna.
Fianco a fianco sull'elicottero per una visita dall'alto dei Comuni alluvionati, Bonaccini ha vissuto uno straniante pendolo tra attacco al Governo ed elogio al neo commissario, tra critica dura e ammirazione morbida nei confronti del Generale Alpino.



Dopo aver definito Figliuolo 'scelta sbagliata', dopo aver detto addio alla gestione dei fondi statali che dovranno coprire i 9 miliardi di danni causati dalla alluvione, dopo aver rivendicato stamattina stessa una sua nomina a commissario 'non perché io sia più intelligente di altri, ma perché quella filiera istituzionale aveva funzionato molto bene sul terremoto', Bonaccini è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco davanti all'uomo in divisa mimetica. Sorrisi e pollici alzati e alle critiche appena pronunciate nessun cenno.

Accanto a Figliuolo in conferenza stampa, il governatore emiliano si è esibito in complimenti e salamelecchi.
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'Ringrazio il generale Figliuolo che, ancor prima della nomina formale, che auspichiamo arrivi al più presto, ha deciso con grande senso di responsabilità di venire subito in Emilia-Romagna, rispondendo all’invito che gli ho fatto a nome dei territori e del sistema regionale. È un segno di rispetto verso le popolazioni colpite che ovviamente apprezziamo' - ha detto Bonaccini. Eh certo. Per una 'scelta sbagliata' non male come accoglienza.

Ma in fondo il teatrino è questo. Un po' ti amo, un po' ti odio, con Bonaccini costretto a cercare una rivincita dopo le due sonore sconfitte, magari retrocedendo e accettando a una 'semplice' candidatura a sindaco di Modena. Con Figliuolo che, dal canto suo, passa da capo della lotta alla pandemia, a valoroso militare in guerra contro il cambiamento climatico che avrebbe causato l'alluvione. Con Fdi che ricorda (giustamente) le responsabilità politiche di Bonaccini nella scarsa manutenzione del territorio (concausa della alluvione) e dimentica gli attacchi che lanciò a Figliuolo stesso pochi mesi fa, durante la sciagurata gestione dell'emergenza pandemica Covid, con l'orrore rappresentato dalla introduzione del green pass.
Maschere di uno spettacolo al quale i cittadini credono sempre meno. Costretti a fare i conti con una realtà drammatica che con la politica ha poco (o nulla) a che fare.
Giuseppe Leonelli
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