Opinioni Le Vignette di Paride

Ferrari, si rimpiange già Binotto

Ferrari, si rimpiange già Binotto

Bisognava lasciare lavorare il Faraone-Binotto...


2 minuti di lettura

Tutti sappiamo che la Ferrari ha maggiori introiti e strumenti, se non alla pari, superiori agli altri team. Infatti l'anno scorso, proprio a Sakir, dopo molti anni, la Ferrari di Binotto fece una doppietta e la Red Bull rimase a bocca sciutta. Poi, durante l'anno, i ruoli si ribaltarono, 'grazie' soprattutto ad un paio di errori madornali al muretto del cavallino rampante e, forse, una gestione sportiva, ammettiamolo, non proprio ad alti livelli: ma lì ci vuole esperienza sul campo, o no?

E poi, se non ricordo male, anche Jean Todt (allora già esperto come direttore tecnico-sportivo, anche se nei rally), in tempi non sospetti, per quattro anni fece degli errori madornali e, quel che è peggio, con un certo Schumacher (anche se, a differenza di Carletto Leclerc, il teutonico era entrato in Ferrari già come campione del mondo) prima di centrare la coppa del mondo, o no? E gli Agnelli misero mani al portafogli, assumendo oltreché un campione del mondo, Ross Brown, praticamente un genio.

Insomma, nel regno della velocità per eccellenza, secondo la mia modesta opinione, bisognava lasciare lavorare il Faraone-Binotto e, spiace, ma il suo sostituto, tal Fred Vasseur, è la riprova, ancora una volta, che manca qualcosa, è inutile girarci attorno: è di solare evidenza. E cosa ti resta? Se non continuare a perdere oltreché un immenso spreco di denaro e di talenti? Caro John Elkann, cosa ti costa assumere un altro Adrian Martin Newey? Perché, delle due, l'una: o sei una resca, oppure hai dei cattivi consiglieri! Finita lì.
Paride Puglia

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati