A titolo personale parlo delle problematiche cliniche inerenti la mia professione e della realtà nella quale vivo, che credo di conoscere profondamente. Come ho più volte pubblicamente scritto e detto penso che la scuola sia molto importante, ma da Medico credo che esista qualcosa di prioritario: la salute.
Le scelte di chi si occupa di Sanità Pubblica a volte trovano la mia condivisione, altre volte no. Ho sempre rivendicato e rivendico il mio diritto di critica, esponendomi sempre in prima persona, cosi come rivendico il mio diritto al consenso a scelte che, a mio avviso, tutelano la salute dei soggetti che meritano maggiore attenzione, cioè i soggetti fragili. Aborro qualsiasi scelta che, consapevolmente o inconsapevolmente sia di tipo eugenetico.
Ho letto con molta attenzione i contenuti della lettera che non commento in quanto non conosco articoli del Dottor Di Finizio e Professor Gandini. Conosco invece lo studio di coorte trasversale scritto da Sara Gandini ed altri. Si tratta di 48 pagine che come detto precedentemente si riferiscono ad una Regione che non è l’Emilia Romagna ed ad un periodo in cui la variante inglese non era predominante. Sono due fattori che lo relativizzano e ne impediscono la generalizzazione.
Elisabetta Scalera - Pediatra, Cardiologa, Neonatologa



