Caro direttore, in questi giorni ho letto la biografia di don Oreste Benzi e sono certo che anche se non condivideva le idee abortiste regolate dalla legge amava indistintamente le persone che incontrava, specialmente le più deboli.
Fare famiglia fu il segno di tutta la sua attività. Lui promuoveva l'affidamento familiare per dare una famiglia a chi non l'aveva; apriva comunità di recupero per tossicodipendenti; operava a favore dei carcerati. Oreste fu anche coinvolto in tante battaglie per la difesa della dignità di ogni uomo e ogni donna, talvolta scelse l'impopolarità pur di aiutare il popolo rom e sinti. Benzi divenne negli anni 90 un personaggio pubblico quando iniziò il suo impegno per le vittime di tratta e rimase, con coraggio, vicino alle donne costrette alla prostituzione. Aiutò in tutti i modi possibili le donne che volevano abortire e non penso che facesse atti di violenza quando pregava per loro davanti all'ospedale di Rimini. Pregava per loro e invitava le istituzioni ad occuparsi di loro.
Oreste Benzi nonostante l'avanzare degli anni percorse migliaia di chilometri, sempre con la sua tonaca lisa fino alla notte del 2 novembre 2007, quando chiuse gli occhi a questa terra per offrirsi all'infinito di Dio.
Cristiano Leonelli
Manifestazioni contro l'aborto, è forse violento l'esempio di don Benzi?
Aiutò in tutti i modi possibili le donne che volevano abortire e non penso che facesse atti di violenza quando pregava per loro davanti all'ospedale di Rimini
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