Caro direttore,
Beh, non c'è che dire: il sindaco Mezzetti ha conquistato il gradino più alto del podio. In poco più di due anni di amministrazione, è riuscito a collezionare una serie di risultati per i quali c'è ben poco da festeggiare:
1) Il primo attentato di matrice islamista in Italia;
2) Una raffica incessante di atti vandalici, che non accenna a fermarsi;
3) interi quartieri tenuti in scacco da malintenzionati;
4) Un'escalation del degrado urbano e della criminalità;
5) moschee in libertà, mentre importanti edifici storici, tanto civili quanto religiosi, se ne cadono a pezzi;
6) una Modena in cui il decoro sembra ormai essere diventato un illustre sconosciuto;
7) L'affossamento della sanità locale, un tempo fiore all'occhiello dell'intera penisola.
Un bilancio che, se non fosse drammaticamente serio, potrebbe persino sembrare una caricatura. Eppure, a quanto pare, per la maggior parte dell'elettorato modenese tutto questo non basta a mettere in discussione chi governa la città.
Cari modenesi, a voi che continuate a votare persino l'Uomo Tigre, purché militi nell'universo rosso, rivolgo una domanda: è mai possibile che l'appartenenza politica conti più della realtà che vi circonda? Che la fedeltà a una tradizione elettorale, ripetuta per inerzia e per riflesso condizionato, prevalga sulla valutazione dei risultati concreti?
La vostra atavica abitudinarietà sembra aver trasformato il voto in un rito automatico, impermeabile a qualsiasi delusione, a qualsiasi evidenza, a qualsiasi bilancio amministrativo.
Si vota sempre dalla stessa parte, non necessariamente perché quella parte abbia dimostrato di meritarselo, ma perché così si è sempre fatto.Nel frattempo, Modena cambia, e non certo nella direzione che i suoi cittadini meriterebbero. Il degrado avanza, la sicurezza diventa una preoccupazione quotidiana, il decoro si dissolve e la sanità perde quello smalto che per anni l'aveva resa un motivo di orgoglio.
E allora, se questo è il bilancio, complimenti al sindaco Mezzetti per il primato. Un primato che condivide orgogliosamente con chi è stato capace, nell'urna, di mettere la x su un forestiero, pescato all'ultimo minuto da segreterie di partito lontane anni luce dal concetto di amore per la città.
La fedeltà politica può essere una scelta; trasformarla in un alibi permanente per chi amministra è una responsabilità che ricade su tutta la città.
Una cittadina nauseata
Annalisa De Rubertis

