Opinioni Lettere al Direttore

'Speriamo non l'uccello': inaccettabile, il prof Franceschi si scusi

'Speriamo non l'uccello': inaccettabile, il prof Franceschi si scusi

'L'educazione sessuale non può essere scissa dall'educazione sentimentale, un adulto, un professore non può permettersi di ignorarlo quando parla di scienza'


1 minuto di lettura

Egregio Direttore,
ho visto che anche Lei ha pubblicato l'imbarazzante episodio che ha riguardato il professor Claudio Franceschi. Liquidare quanto detto dal Prof. con 'é una battuta ', a mio avviso, è formalmente ma soprattutto sostanzialmente errato. Le battute piccanti che suscitano ilarità al di fuori di un cotesto comico, come da buona educazione e buon senso, sono tollerabili in privato. Un Professore , etimologicamente uno che insegna pubblicamente, per giunta in ambito Universitario, sempre a mio avviso non può farlo in pubblico. Una battuta che sa di cameratismo maschilista, sempre a mio avviso, oltre ad offendere la mia sensibilità di donna e di collega è diseducativa.
Il perchè è lapalissiano. L'educazione sessuale non può essere scissa dall'educazione sentimentale, un adulto, un professore non può permettersi di ignorarlo quando parla di scienza. Come donna e collega pretenderei le Sue scuse pubbliche e in assenza una adeguata spiegazione scientifica alla priorità dichiarata.
Distinti saluti.
Dr.ssa Elisabetta Scalera
P.s. Se non vado errata il Prof Franceschi è come me figlio di un Ferroviere. E per mia esperienza, perlomeno in Puglia, nessun Ferroviere della vecchia FFSS dal manovale al dirigente avrebbe, in presenza di una donna, parlato di....'volatili'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Acof onoranze funebri

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.