Caro direttore,
Esprimo il mio sbalordimento e dissenso nei confronti dell'ultima trovata dell'ineffabile Michele De Pascale che, per coprire l'insussistenza della sua azione di governo, si inventa un turismo in salsa lgbt e ha l'ardire di tracciarne le linee guida.
Con un'Emilia-Romagna sempre più lontana dal podio della competitività industriale e dalla qualità dei servizi, travagliata da atti delinquenziali commessi da chi non si è voluto integrare ed è in surplus rispetto alle reali necessità della regione, il nostro governatore, con il dogmatico appoggio della sua squadra, ritiene prioritario far passare un certo tipo di indottrinamento da quello che dovrebbe essere un fiore all'occhiello da declinare in ben altro modo: il turismo.
I 'corsi di formazione' per gli operatori turistici sanno tanto di lezioni di regime da intimare a chi vorrebbe semplicemente far divertire chi intende svagarsi in regione.
Vorrei inoltre fare una domanda al nostro presidente, anzi due:
1) ma non eravate voi a criticare chi 'discriminerebbe' gli aderenti alla sessualità fluida? Creando un universo parallelo, con proprie declinazioni e parametri, state mettendo in atto ciò che voi stessi dite di criticare;
2) quanto in realtà conoscete, da un punto di vista sociologico e scientifico, dell'argomento?
Se ritenete che questo non sia un cortocircuito, come cittadina contribuente esigo argomentazioni fondate.
Grazie
Giuliana Coslovich
Turismo con bollino lgbtq: come siamo arrivati fin qui?
I corsi di formazione per gli operatori turistici sanno tanto di lezioni di regime da intimare a chi vorrebbe semplicemente far divertire chi intende svagarsi
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