'Il caso del 36enne marocchino residente a Maranello che ha riempito di botte la moglie perché non era pronta la cena non è che un ennesimo caso di gravi maltrattamenti in famiglia cui sono sottoposte tante donne, soprattutto, non lo si può negare, straniere. Che il modo in cui la donna viene considerata in certi contenuti culturali e familiari non incida nei rapporti coniugali è una favola sistematicamente smentita dai fatti di cronaca quotidiana, dove spesso sono proprio donne straniere a subire violenze e maltrattamenti da parte di mariti autoritari che si comportano come proprietari di un oggetto anziché compagni di vita di una persona. L’integrazione non passa esclusivamente dal fatto di avere un lavoro o a mandare i figli a scuola, ma deve necessariamente presupporre l’accettazione totale delle regole cui una civile convivenza sociale deve attenersi, prima tra tutte quelle dell’uguaglianza tra uomo e donna, e del rispetto di quest’ultima come soggetto avente i medesimi diritti, libertà e autodeterminazione dell’uomo. Concetti che talora, e sarebbe ipocrita negarlo, non appartengono a determinate culture che qui arrivano, vivono, ma non si integrano.'
Avv. Elisabetta Aldrovandi
'Violenza a Maranello, anche questa è mancata integrazione'
L'avvocato Elisabetta Aldrovandi, dell'Osservatorio sostegno vittime, interviene sul caso dell'uomo che ha aggredito la moglie che non aveva preparato la cena
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