Ma cosa ci dicono i numeri a proposito di incrementi e di pensionamenti? I numeri da febbraio 2022 – quando con il Ministro Lamorgese arrivò la notizia che Modena sarebbe stata promossa – ci dicono che l’incremento è costante e superiore a quello di tantissime altre province: ad oggi e cioè con le assegnazioni di agenti e ispettori di dicembre 2024 il saldo positivo è di + 97 agenti ai quali vanno aggiunti + 4 ispettori, per un totale di nr. 101 unità in incremento.
Per avere un riferimento con realtà vicine geograficamente, segnaliamo che Bologna nello stesso periodo ha avuto un incremento di 156 unità, mentre Forlì Cesana di nr. 51 unità e Parma di sole nr. 38 unità. Nello stesso periodo di riferimento (01.01.2022 – 31.12.2024) i pensionamenti sono stati 54 in tutta la provincia e sono comprensivi sia delle pensioni d’anzianità che di vecchiaia, per cui è facile calcolare il saldo che è +47.
Poco? Forse sì, ma è bene ricordare che a fronte di circa 8000 (ottomila) pensionamenti all’anno in tutta Italia, le scuole di Polizia riescono a sfornare solo 4000 (quattromila) agenti all’anno.
Molto? Possiamo dire di sì, ricordando ancora una volta che tante e tante province hanno ricevuto un incremento molto inferiore a quello modenese, pur avendo una percentuale di pensionamenti identica a quella della nostra provincia. Allora visto che l’incremento c’è ma che è precario per via di una non sancita norma di legge, forse sarebbe opportuno che tutta la politica da destra a sinistra e viceversa si impegnasse per portare a casa quel provvedimento che, nei numeri, non riuscirebbe a far aumentare più di tanto l’organico visti i pensionamenti e la ridotta capacità delle scuole, ma lo stabilizzerebbe nel tempo e ci darebbe un po' di serenità in più. Tutto questo al netto di norme di legge che hanno scarsissima deterrenza nei confronti di una delinquenza sempre più violenta e spavalda: non è più solo questione di uomini in campo, ma leggi
Roberto Butelli - segretario Siulp di Modena
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