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Bonaccini è davvero un 'poco studiato': così può andare nelle borgate a riprendere i voti

Bonaccini è davvero un 'poco studiato': così può andare nelle borgate a riprendere i voti

Schlein è cosmopolita, laureata, famiglia altolocata, esperienza internazionale. Lui è figlio di un camionista e di un'operaia


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Stefano Bonaccini ha detto che la destra raccoglie in maniera maggioritaria il voto di «chi ha studiato poco». Giorgia Meloni ha tradotto e rilanciato: per il Pd chi vota a destra è ignorante. Se si parla solo di titoli, i numeri danno ragione a Bonaccini: alle Europee 2024 il centrodestra raccoglieva solo il 34% fra i laureati, mentre arrivava al 59% fra chi aveva al massimo la licenza media. Il problema è stabilire quale sia la causa e quale l'effetto.


Gli elettori del centrosinistra sono più presenti fra insegnanti e impiegati; quelli di destra fra operai, commercianti, artigiani e autonomi. È ovvio che un insegnante sia laureato. Ma un artigiano con trent'anni di esperienza può essere più specializzato, informato e persino acculturato dell'impiegato di sportello - magari con il pezzo di carta preso con i minimi in qualche università di frontiera. E spesso vota a destra perché paga le tasse da autonomo o ha delle cartelle da rottamare. Come chi viva in una borgata afflitta da immigrazione e delinquenza può votare a destra per la sicurezza, non perché abbia letto pochi libri.


Bonaccini ha poi citato tutti i populisti, dal primo Trump in giù: quelli capaci di parlare «alla pancia della gente».

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Il primo Trump porta inevitabilmente a Cambridge Analytica: profilazione, raccolta dei dati, messaggi costruiti sulle caratteristiche degli utenti. Un sistema che aveva senso proprio perché paura, rabbia, appartenenza e conferma dei propri convincimenti possono essere utilizzati per orientare un comportamento. Ma chi ha stabilito che un laureato sia immune? Meta ha appena patteggiato una causa miliardaria sull'impatto dei social sui giovani, ma le stesse bolle algoritmiche valgono per tutti.


Però Bonaccini non è un passante della politica: ha secoli di esperienza, fior di consiglieri e profili pubblici gestiti da professionisti. Da mesi interviene sulla futura leadership del centrosinistra. Avendo peraltro colto il problema reale del Pd: quel popolo perduto fra operai, periferie, aree interne, persone in difficoltà. La sinistra delle ZTL deve capire di avere bisogno anche di quelli fuori dalla ZTL. Ha bisogno di un leader che glielo faccia capire: e lui si trova nel posto giusto al momento giusto.


A Modena, per lanciarlo meglio, gli hanno persino cucito addosso la Festa dell'Unità: «Questo sentimento popolare», più chiaro di così. Ma Modena è poco: per la rivincita su Elly Schlein serve un rilancio nazionale. Così ha sparato alto. Qualche giorno su tutti i media e oggi potrà spiegare al suo popolo quello che voleva dire: Schlein è cosmopolita, laureata, famiglia altolocata, esperienza internazionale.

Lui è figlio di un camionista e di un'operaia. Appena diplomato ha cominciato la gavetta politica nelle amministrazioni locali, occupandosi anche di sicurezza nei locali. Non arriva dai salotti e non deve inventarsi origini popolari: è davvero uno di quelli «poco studiati».


Chi meglio di lui può andare nelle borgate a riprendere i voti? Nel dubbio, alla Festa dell'Unità di Modena Schlein non ci sarà proprio.


Eli Gold

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Dietro allo pseudonimo 'Eli Gold' un noto personaggio modenese che racconterà una Modena senza filtri. La responsabilità di quanto pubblicato da 'Eli' ricade solo sul direttore della tes...   

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