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Danno erariale su illuminazione pubblica? I responsabili per la legge Foti pagherebbero solo il 30%

Danno erariale su illuminazione pubblica? I responsabili per la legge Foti pagherebbero solo il 30%

A Modena il centrodestra cosa ne pensa? L'ennesima norma storta di una maggioranza che a parole si dice dura e pura, e poi produce leggi così


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Ho letto quanto scritto da La Pressa sull'illuminazione pubblica di Modena e le dichiarazioni dei consiglieri di opposizione sui danni che si sarebbero prodotti negli anni delle vecchie giunte.

Non entro nel merito perché un invito a dedurre non è una citazione in giudizio, tanto meno un accertamento di colpa.

C'è però un punto della vicenda che merita una riflessione. Riguarda una legge fatta dalla stessa maggioranza che oggi chiede chiarezza su Modena.

La legge 7 gennaio 2026, n. 1, la cd. 'legge Foti', è entrata in vigore il 22 gennaio e ha cambiato le regole della responsabilità erariale. Prima, il giudice contabile poteva ridurre il danno da risarcire tenendo conto delle circostanze. Ora, fuori dai casi di dolo, la riduzione è un obbligo con un tetto preciso: il responsabile non paga più del 30% del danno accertato, e comunque non più del doppio della sua retribuzione o del suo compenso, prevalendo il numero più basso tra i due.

È la stessa Corte dei conti, Seconda sezione centrale d'appello, ordinanza n. 9/2026 depositata il 23 aprile, ad aver portato la norma davanti alla Consulta, scrivendo che il meccanismo 'premia l'amministratore incapace' e scarica sulla collettività la parte più grande del danno.

Per un danno di un milione, il responsabile ne pagherebbe al massimo trecentomila euro, probabilmente meno.

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Il resto lo pagano i cittadini.

L'articolo 6 della legge estende questo tetto anche ai procedimenti già in corso, non ancora chiusi con sentenza definitiva al 22 gennaio 2026. È uno dei punti su cui la Consulta dovrà decidere.

Se il caso di Modena diventerà un processo e all'esito si arrivasse a una responsabilità per colpa grave, il tetto si applicherebbe.

La cifra ipotetica circolata in questi giorni è 14,872 milioni di euro. È appunto un'ipotesi, non un'imputazione, ancora meno un danno accertato. In questa fase potrebbe anche essere tutto archiviato. Ma nell'ipotesi che il danno venisse riconosciuto, quanto recuperabile dai singoli resterebbe comunque dentro i limiti della legge cd. Foti, quindi una frazione minima del danno. Il resto ricadrebbe sulle casse pubbliche, per scelta del legislatore nazionale.

Alla presentazione dell'anno giudiziario 2026, il presidente della Corte dei conti Guido Carlino ha detto che dopo anni di scudi alla responsabilità non si vedono amministrazioni più efficienti. Il procuratore generale Pio Silvestri ha aggiunto che un tetto così basso rischia di togliere alla responsabilità erariale la sua funzione deterrente.

Se la Consulta cancellasse la norma, tornerebbe il vecchio potere discrezionale del giudice: più elastico, e nei casi gravi più severo.

Non so se a Modena ci sia stato un danno, chi lo abbia causato, e con quale livello di colpa. Lo stabiliranno la Procura, e se sarà il caso, i giudici.

Una domanda però la faccio, a chi in questi giorni chiede verità sui conti di Modena da destra. Dai commenti locali mi pare crediate che chi sbaglia gravemente debba risponderne per intero. Allora ve lo chiedo: sperate anche voi, come me, che la Corte costituzionale raddrizzi questa legge? Perché è l'ennesima norma storta di una maggioranza che a parole si dice dura e pura, e poi produce leggi così.

Luca Barbari - consigliere comunale Pd

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