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Così il sindaco Mezzetti diventa il commissario liquidatore del ‘Modello Modena’

Così il sindaco Mezzetti diventa il commissario liquidatore del ‘Modello Modena’

Mezzetti, a due anni dal suo insediamento in Municipio, è al centro di tanti conflitti e di tanti problemi, anche coi sindacati


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Ma il sindaco Mezzetti che fa? Non ascolta i residenti del centro e dei quartieri come aveva promesso in campagna elettorale? Non gira per le strade, le piazze e i parchi di Modena? E i suoi assessore che fanno? Non sentono e non avvertono nemmeno loro il malumore, la protesta della gente per la situazione di degrado crescente? Non ritiene il sindaco che Modena meriti di più, come è stato ripetuto a gran voce negli ultimi tempi (ma sinora invano) per porre mano alle tante criticità?


Il ripetersi di casi di violenze alle persone, di furti, scippi, aggressioni, spaccio alla luce del sole, di bande scatenate di ragazzini, di un degrado esteso in città e in periferia, non fa che aumentare la sensazione di uno stato di cose negativo, con il progressivo convincimento da parte del cittadino della incapacità di chi ci amministra di intervenire in modo efficace e concreto. Un senso diffuso di paura, insomma, specie la sera e specie per le donne, oltre che di insoddisfazione generale che risulta inaccettabile per una città con la storia, le tradizioni, la cultura, il progresso civile ed economico come Modena.

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E minimizzare, girarsi dall’altra parte o ricorrere alle solite promesse di intervento non aiuta a risolvere il problema ma, anzi, contribuisce ad ingigantire le criticità lamentate.


Non passa infatti giorno che i quotidiani della città, compreso il nostro, non riportino le lagnanze, le lamentele, le proteste dei cittadini e dei loro Comitati sorti ovunque appositamente per dare voce alla città e fare giungere in piazza Grande le esigenze e le richieste della gente. Ma nulla cambia se non le ripetitive vaghe promesse come “faremo, interverremo, sistemeremo, conosciamo il problema”, eccetera. E la litania delle lamentele prosegue coinvolgendo le strade dissestate e piene di buche, le aree verdi senza verde ma con tanta sterpaglia e rifiuti abbandonati, il lacunoso servizio di spazzatura di strade e piazze, il servizio quotidiano di raccolta dei rifiuti che invece restano a volte per giorni sui marciapiedi, mentre i modenesi pretendono giustamente una città maggiormente pulita e vivibile.


Cosa che invece non avviene, sempre secondo quanto scrivono i Comitati, che indicano la Sacca come teatro di scene di ordinaria e quotidiana indecenza, idem l’area ex Amcm dove si assiste a quotidiane risse e schiamazzi con ritrovo di sbandati e malintenzionati che rendono difficile la vita dei residenti. Un’area questa presentata a suo tempo come modello di riqualificazione urbana e costata parecchi soldi pubblici.

E, ancora, piazza Matteotti “lasciata in stato di abbandono e vittima di un degrado dilagante con bivacchi notturni e diurni e il retro della chiesetta di San Giovanni utilizzato come latrina a cielo aperto”. Cosi’ come il parco Ferrari il cui degrado ha assunto livelli preoccupanti a tutto danno delle persone anziane, delle mamme e dei bambini che un tempo lo potevano frequentare. Per finire con le ben note aree urbane invivibili come il Novi Sad, l’area dell’Erre Nord alla Sacca, la stazione ferroviaria compreso viale Crispi, l’area intorno al Tempio, i Giardini ducali specie dal lato di corso Vittorio Emanuele, la Nonantolana, il Parco XXII aprile. Senza citare il caos della viabilità cittadina, specialmente sui viali e sulle tangenziali, argomento questo ignorato in Comune, che invece avrebbe bisogno di progetti e di idee innovative per procedere aduna mini rivoluzione viaria, visto che ora la circolazione automobilistica non è solo congestionata ma in certe ore del giorno praticamente paralizzata.


Se a tutto questo aggiungiamo altri argomenti ‘delicati’ come quelli che coinvolgono l’Amo, la Fondazione, l’aumento della Tari e l’aumento delle tariffe comunali sui rifiuti e sul trasporto pubblico, possiamo dire che il sindaco Mezzetti, a due anni dal suo insediamento in Municipio, è al centro di tanti conflitti e di tanti problemi, anche coi sindacati particolarmente polemici negli ultimi tempi.

E senza avere un partito dietro alle spalle perché, come noto, il Pd si sente rappresentato solo a metà da un sindaco senza tessera che si vanta di essere indipendente e non aggregato a nessun carro o corrente politica. A questo proposito viene spontaneo chiedersi se esista ancora il cosiddetto ‘modello Modena’, in termini di buona amministrazione della città, di cui per decenni si è vantato il partito di maggioranza, dal Pci al Pd, passando attraverso le altre sigle.

Cesare Pradella

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Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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