‘Tra poche ore daremo l’ultimo saluto al “Maestrone” e un’altra una triste notizia ci piomba addosso in questo maledetto afoso agosto. Un altro protagonista della storia artistica e culturale modenese ci ha lasciato improvvisamente’. Con queste parole il sindaco di Modena Massimo Mezzetti da’ notizia della morte di Giuliano Della Casa colto da un malore a 84 anni mentre era in vacanza in Puglia.
‘La scomparsa di Giuliano Della Casa priva la nostra città di uno dei suoi artisti più originali e riconosciuti. Pittore, ceramista, autore e curatore di libri d’artista, è stato protagonista di una stagione straordinaria della cultura modenese, dialogando con alcuni dei più importanti interpreti dell’arte e della letteratura contemporanee e portando il nome della nostra città ben oltre i confini nazionali - scrive Mezzetti -. Giuliano apparteneva a quella generazione che, tra gli anni Sessanta e Settanta, contribuì a fare di Modena uno dei luoghi più vivaci e interessanti della ricerca artistica italiana. Erano anni nei quali nella nostra città si incontravano e si confrontavano artisti, poeti, scrittori, sperimentatori di linguaggi nuovi. Esperienze come quella della Galleria Alpha, insieme a figure come Claudio Parmiggiani e Franco Vaccari, o il lungo sodalizio di Della Casa con Adriano Spatola, raccontano una Modena capace allora di stare pienamente dentro le avanguardie e il dibattito culturale internazionale.
Giuliano fu uno dei protagonisti di quella stagione e contribuì, con la sua curiosità e la sua ricerca, a renderla possibile’.‘Ho conosciuto Giuliano negli anni. Non ci frequentavamo in modo particolare, ma ho sempre apprezzato la sua discrezione, la sua indipendenza intellettuale e soprattutto la coerenza con cui ha seguito fino alla fine il proprio percorso artistico, senza mai rinunciare alla curiosità, alla sperimentazione e alla libertà. La sua opera ha attraversato linguaggi molto diversi: dalla pittura alla ricerca concettuale, dalla parola alla ceramica, fino a quella straordinaria esperienza dei libri d’artista nella quale arte e letteratura diventavano una cosa sola. Un percorso profondamente personale, ma allo stesso tempo legato alla storia culturale della nostra città. Oggi Modena perde un artista importante e una presenza che ha accompagnato per decenni la sua vita culturale. Ci resta il suo lavoro, e ci resta il ricordo di una stagione nella quale questa città seppe essere un laboratorio aperto, curioso e internazionale: una storia di cui Giuliano Della Casa è stato parte significativa.



