Decisione questa condivisa anche da autorevoli dirigenti del Pd provenienti dal vecchio Pci, come Fassino, Ricci, Cofferati, Fiano, Bonaccini ed altri, che hanno detto che occorre stare dalla parte del popolo ucraino aggredito contro l'aggressore che è la Russia. Che, tra l'altro, vergogna nella vergogna, ha ripristinato la censura e il bavaglio alla stampa sulle notizie, con un triste terribile ritorno al passato che pensavamo sepolto e che ci fa rivivere i tempi oscuri dell'Unione Sovietica, ma anche quelli del nazismo e del fascismo. E giustamente questa decisione è stata vivacemente contestata e condannata nei giorni scorsi nelle manifestazioni di piazza al grido di 'Putin terrorista, dittatore, imperialista” e contro il quale si sono espresse anche Cisl e Uil che hanno rifiutato la posizione 'morbida' quasi servile della Cgil, una posizione 'neutralista' e inconcludente, non rispettosa, è stato detto, della realtà che vede un popolo aggredito.
Una posizione che vuole addirittura mettere in discussione l'adesione dell'Italia alla Nato, approvata negli anni ottanta anche dal Pci di Berlinguer. “Basta ambiguità - ha aggiunto in maniera significativa e coraggiosa l'onorevole Emanuele Fiano del Pd – dobbiamo schierarci senza se e senza ma dalla parte dell'aggredito e contro l'invasore fornendo agli ucraini le armi necessarie alla sua difesa”. Commento questo seguito a ruota da Francesco Guccini, il noto cantautore di origini modenesi, che ha detto come “Putin risvegli il sentimento dell'anticomunismo sovietico del tempo delle invasioni dell' Ungheria del 1956, della Cecoslovacchia del 1968 e delle campagne contro l'Occidente europeista e amico dell'America, diverse dalle scelte che facemmo in Italia e in Europa nel
Altri in questi giorni, come il giornalista ex Pci Sansonetti, sono stati altrettanto espliciti: “Non c'è nulla di nuovo sotto il cielo di Putin, perchè l'Unione Sovietica, di cui pare essere nostalgico, è stata responsabile, prima della attuale aggressione all'Ucraina, delle invasioni di Ungheria e Cecoslovacchia, poi dell'Afghanistan nel 1989, della Crimea e del Donbass qualche anno fa”.
Ma c'è anche un'altra autorevole voce nel mondo politico modenese contrario a Mosca e a favore della Resistenza ucraina ed è quella di Giorgio Siena, vecchio militante del Psi e pubblico amministratore, che ha paragonato la posizione 'morbida' espressa in questi giorni dall'Anpi per la pace (senza condannare apertamente l'aggressione russa ed esprimendosi contro la Nato) alle posizioni dei “carristi di un tempo”, socialisti e comunisti, “che negli anni dell'Urss si schieravano a favore delle invasioni sovietiche e della propaganda del Cremlino che sosteneva come il suo fosse un intervento armato fraterno per andare in aiuto a quelle popolazioni. Non capendo che cosi facendo si schierano oggi dalla parte dei carri armati di Putin, come ieri erano schierati dalla parte dei carri armati di Stalin. E sempre in spregio alla autodeterminazione dei popoli”.
Cesare Pradella


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