Dipendente pubblico dai mille interessi, che spaziano dalla ricerca storica al podismo, dal teatro allo storytelling, Taurasi è stato Presidente del Consiglio Comunale dal 2009 al 2014. Escluso dalla giunta dal Sindaco Bellelli, s'è dimesso l'anno successivo da presidente modenese del PD. Ha ottenuto, negli anni, diversi incarichi fra i quali quelli di consigliere del Club Giardino e di indirizzo della Fondazione Cassa Carpi. E s'è fatto conoscere nel PD nazionale per il suo noto intervento sul 'Compagno Zeta' premiato con una foto con Renzi.
Ancora più conosciuta a livello locale e nazionale è il notaio Fiocchi, che negli anni è stata presidente dell'ordine dei notai di Modena e della Regione e oggi è membro del Consiglio nazionale del notariato. Negli anni ha ricoperto anche lei diversi incarichi, fra i quali consigliere di indirizzo e poi di amministrazione della Fondazione.
Il ritorno di Taurasi, in casa PD, rappresenta una chiara presa di distanze del partito dall'amministrazione Bellelli. Recententemente stroncata da un sondaggio riservato e che di certo non ha brillato per realizzazioni fatte - il Sindaco ha inaugurato più negozi, bar e supermercati che opere pubbliche - né per chiarezza di intenti - difficile per esempio comprendere le diverse giravolte a mesi alterni sul dossier Aimag/Hera. Nel mentre le opere necessarie sono rimaste nel libro dei sogni dell'assessore Riccardo Righi - il più vicino a Bellelli e forse il più deluso per la scelta di Taurasi, che lo esclude dai giochi e dalla futura amministrazione.
Di fatto - con i criteri di misura della politica - oggi è più vicina al Sindaco Bellelli e al suo gruppo il notaio Fiocchi del suo stesso partito. La Fiocchi l'anno scorso è stata promotrice, assieme a Claudio Saraceni della Garc, della lista alternativa che ha bloccato il candidato del Comune e della Curia alla presidenza della Fondazione. Riuscendo alla fine a imporre il proprio, dopo mesi di tiramolla. E oggi, con una tempestiva discesa in campo, potrebbe analogamente imporre al PD un cambio di candidato.
Perché a quel punto il PD dovrebbe giocoforza chiedere a Stefania Gasparini di ridimensionare le proprie ambizioni nazionali e di entrare in prima persona nella sfida locale.
Magath
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