Ebbe riconoscimenti in tutto il mondo. Nel 1962 venne eletto presidente della Comunità europea degli scrittori
01 giugno 2024 alle 07:56
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Giuseppe Ungaretti morì a Milano, il primo giugno 1970, all'età di 82 anni per una broncopolmonite. Ungaretti per l'essenzialità e la purezza della sua poesia è stato un esempio per i poeti dei suoi tempi e per quelli successivi. Per avere descritto i drammi storici e le ansie esistenziali dell'uomo, continua ad essere letto e studiato. La vita di Giuseppe Ungaretti fu funestata da drammatici eventi: all'età di 2 anni perse il padre, visse gli orrori della guerra in trincea, perse presto anche il fratello e il figlio. Negli anni 40 ottenne la cattedra di letteratura italiana all'Università La Sapienza di Roma. Nel secondo dopo guerra, Ungaretti, divenne una celebrità: ebbe riconoscimenti in tutto il mondo. Nel 1962 venne eletto presidente della Comunità europea degli scrittori.
Ungaretti raccontò la vita, la morte. L'umanità come semplici misteri, ricordando all'uomo quanto deve a sé e agli altri. Amare la vita e amare i propri simili sono imperativi categorici che riecheggiano in ogni suo verso: la concezione della sua poesia è intesa come luogo dello spirito libero, creativo e gioioso.
Ungaretti esprime in maniera palese la propria estraneità ad abusi: 'La guerra è e rimarrà l'atto più bestiale dell'uomo'. Nella poesia di Giuseppe Ungaretti non c'è odio per il nemico né per nessuno; c'è la presa di coscienza della condizione umana, della fraternità degli uomini, nella sofferenza, dell'estrema precarietà della loro condizione.
Redazione Pressa
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