Non solo Pavullo. Insieme a quello Pavullese la Regione governata da Stefano Bonaccini ha dato infatti il via libera (accettando i voleri del Governo) anche alla chiusura del punto nascite di Castelnovo ne' Monti nel Reggiano e Borgotaro. E proprio la chiusura del punto nascite di Castelnovo ne' Monti ha visto una ambigua presa di posizione del sindaco Enrico Bini che di fatto si arrende ai voleri della Regione.
'Il rapporto con l’Assessore regionale deve essere sempre buono e collaborativo. Ho perso una battaglia -non solo il sottoscritto, ma l’intera montagna-, fatta con convinzione e nella forte speranza di una deroga di due anni per stabilizzare i progetti che si stavano portando avanti - ha detto Bini a Reggio nel web -. Sarebbe stata inoltre resa ulteriormente appetibile la nostra montagna nel farci venire a vivere nuovi cittadini, ma è andata diversamente. L’assessore Venturi ha comunque proposto un progetto interessante'.
Dichiarazioni duramente contrastate dal comitato locale, “Salviamo le Cicogne di montagna”. Una critica che riportiamo in modo integrale.
La quadratura del cerchio. Non ci riconosciamo minimamente nelle parole del sindaco Bini, crediamo che ad aver perso la battaglia sia stata tutta la politica che ci amministra, a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale e statale. Crediamo che ad aver perso la battaglia sia stata la classe dirigente delle aziende sanitarie, del Sant'Anna, del Santa Maria, dell'ASL e di tutte le zone d'Italia interessate. Crediamo che ad aver perso la battaglia siano stati i sindacati sempre silenti in questi ultimi anni di confronti e battaglie. Crediamo che ad aver perso la battaglia siamo stati gli enti privati o pubblici che non si sono mai schierati ne' in un senso ne' in un altro per interesse o semplicemente per ignavia. Crediamo che ad aver perso la battaglia siano tutti i cittadini che non hanno capito o voluto capire cosa c'è realmente a rischio con la chiusura della ' funzione del parto in montagna'. Tutti questi soggetti sono i veri sconfitti di questa battaglia perché non hanno reso possibile la volontà di creare le condizioni sufficienti e necessarie affinché si gettassero le basi ed i presupposti per mantenere aperto il punto nascita di un presidio ospedaliero FONDAMENTALE E PRIORITARIO per un territorio montano. Pensiamo tutto questo e pensiamo che chi ha lottato seriamente non abbia perso.
Crediamo che le vittime più importanti siano le mamme ed i bambini. Bambini ancora non nati, ancora più deboli. E noi eravamo allarmiste. Noi non abbiamo perso.
Le Cicogne

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