Era il 10 maggio 2016, giorno della festa del triplete Dhl:
Delle due l’una, perché insieme suonano come una contraddizione. Perché è difficile credere che una società che ha appena rinnovato il contratto biennale con Earvin Ngapeth, il giocatore più costoso e discusso, sia la stessa a legare la propria sopravvivenza ad un milione di euro, da ricevere entro 20 giorni, dai cittadini e dai tifosi.
Perché se così è, qualcosa non torna, almeno nella comunicazione, nel messaggio che si vuole mandare alla
città. E quando ci assume la responsabilità di chiedere soldi facendo leva sulle emozioni del momento, della festa, dei pianti, della passione, tirando in ballo concetti ed ideali alti come ‘responsabilità’ e ‘bene comune’, allora si che ci vuole chiarezza e responsabilità, con la ‘R’ maiuscola. Perché delle due l’una. Perchè le migliaia di persone che hanno seguito la squadra ed alle quali oggi la società si rivolge col cappello in mano, puntando sull’emozione di un sogno realizzato e sulla cosa più pura e vera, la loro passione, chiedendo denaro per alimentarla ancora, esigono e meritano trasparenza e verità.
Ed allora ci si goda la festa, fin che dura perchè qualcuno fatica a dirlo ma suona proprio come l’ultima.
Gianni Galeotti

