Ancorché parziale, fanno sapere dalla CGIA, questa rilevazione ci consente di affermare in maniera empirica come i flussi di merci e, conseguentemente, anche il peso del sistema economico del Paese, si sia ormai definitivamente spostato a Nordest. Dichiara il coordinatoredell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo: “Il forte squilibrio territoriale emerso da questa comparazione è solo in parte ascrivibile al fatto che a Nordovest c’è una rete ferroviaria più diffusa che in altre parti del Paese. Questa specificità, collegata agli effetti sul trasporto merci delle autostrade del mare, ha consentito di assorbire una quota di prodotti che, altrimenti, viaggerebbero su gomma. Detto ciò, è altrettanto indiscutibile che il Nordest, allargato per ragioni storiche e culturali anche alle province di Brescia e Bergamo, è diventato il vero motore economico del Paese. Con centinaia di migliaia di Pmi da rifornire o con prodotti finiti che partono da questo territorio per raggiungere i mercati di destinazione, la numerosa presenza di Tir è sicuramente un segnale di grande vivacità produttiva che, tuttavia, ha originato anche delle criticità, come il congestionamento da traffico e la sicurezza stradale, molto avvertite dall’opinione pubblica”.
Sempre in questi ultimi 10 anni, tra le 35 tratte autostradali analizzate, le uniche che hanno recuperato i flussi di traffico del 2007 sono state l’A5 Aosta-Traforo del Monte Bianco (+16,2 per cento), laT1 Traforo del Monte Bianco (+8,6 per cento) e l’A22 del Brennero- Verona (+2,3 per cento). Tutte la altre, invece, presentano ancora variazioni negative (vedi Tab. 2).
Cinzia Franchini



