“Per Don Giovanni a Ferrara sono stato incaricato di selezionare e preparare le voci di cantanti giovani e giovanissimi, con l’intento di valorizzare i talenti emergenti”, spiega Leone Magiera, direttore musicale dell’opera, una produzione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara che a ottobre andrà in Corea del Sud, nella prestigiosa Daegu Opera House. “Ho creato una compagnia che mi interessa molto - continua il Maestro - Mi emoziona cercare di aiutare i giovani e valorizzare le loro grandi doti naturali”.
Nell’allestimento di Ferrara, Don Giovanni di Mozart (e libretto di Da Ponte) sarà rappresentato in modo inedito e sorprendente in un circo agli inizi del secolo scorso. I personaggi fanno parte della compagnia circense approdata in città. L’idea registica è dell’argentino Adrian Schvarzstein - con la collaborazione di Moni Ovadia per la messa in scena. Dirige l’Orchestra Città di Ferrara l’australiano Daniel Smith e il cast internazionale di assoluto rilievo è stato selezionato e diretto da Leone Magiera.
“Ho condotto un lavoro personalizzato, puntando sulle qualità di ogni singolo cantante, ovviamente rispettando tutto quello che voleva Mozart, compresa la personalità che ogni singolo cantante deve esprimere”, dice Magiera. “La musica - prosegue il preparatore vocale - non è mai univoca, si può rappresentare in tanti modi. Ho cercato, rispetto ai cantanti, di estrarre il massimo della loro vocalità e della loro interpretazione, specialmente nei personaggi Don Giovanni e Leporello, ma anche nelle donne: Donna Anna, Donna Elvira, Zerlina, per cercare di capire fino in fondo cosa avrebbe voluto Mozart da loro”.
Lo sguardo di Magiera è rivolto al futuro, e da Ferrara lancia la sua personale sfida: 'Spesso nei giovani manca la fiducia, invece andrebbero incoraggiati. Credo di aver agito bene nella scelta dei cantanti (tutti under 35), anche se non tutti avevano - per questioni anagrafiche - un grande curriculum alle spalle. Credo nella personalità musicale, oltre che nella bravura tecnica. Bisogna capire se c’è il talento, e lasciarlo esprimere quanto prima”.
Il più giovane ha 20 anni ed è l’abruzzese Valerio Morelli, che interpreta Masetto, seguito da Giulio Riccò, 21 anni, nel ruolo di Leporello il clown, che canta da quando aveva 5 anni e ora studia al Conservatorio Arrigo Boito di Parma.
Le opere di Mozart, ricorda Magiera, più volte hanno aperto la strada ai grandi operisti italiani: “Anche Claudio Abbado, cui è intitolato il teatro ferrarese, presentò una compagnia molto giovane e quasi tutti i suoi cantanti fecero carriera. In questi mesi a Ferrara - conclude - si è creata una compagnia stabile. Da questo gruppo pensiamo di attingere anche per le prossime opere in programma. La nostra volontà è di creare una scuola ferrarese del belcanto”.

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