“Un giorno importante, ancor più importante considerando il momento storico che stiamo vivendo. I musei vanno avanti. Dopo il grande successo dei mesi scorsi della mostra “Un artista chiamato Banksy”, oggi inauguriamo l'antologica di un grande pittore, scultore, disegnatore che ha vissuto nella valle padana, che sentiamo vicino alla nostra terra”, ha detto il sindaco Alan Fabbri, aggiungendo: “Siamo orgogliosi di questa opportunità e per questo ringrazio Sgarbi, lo staff di Ferrara Arte e la Fondazione archivio Antonio Ligabue del presidente Tota, con tutti i collaboratori. Credo che sia una bella opportunità per Ferrara, Ligabue è un artista popolare che si è lasciato ispirare dalla terra emiliana e con le sue opere ha trasformato la debolezza in forza”. “Siamo fiduciosi di replicare il successo di Banksy (65.138 presenze complessive, ndr)”, ha detto il primo cittadino.
Terminata la rassegna a Diamanti, ad aprile, inizieranno i lavori, per alcuni mesi. “Ligabue a palazzo dei Diamanti viene accolto con l’onore che merita – ha detto Sgarbi presentando alla stampa l’antologica – questa è forse la sua sede più importante sul piano istituzionale. Ne sono orgoglioso”. “Ligabue – ha sottolineato – è un pittore conosciuto dalle persone e ignorato dalla critica. Ma Ligabue esiste, ci regala una visione della realtà dal punto di vista degli animali che ritrae. Per lui la pittura è la realtà che vive. È il suo sogno che si sovrappone alla realtà contadina della sua esistenza”. Sgarbi ha ricordato che a Ferrara l’unica mostra, fugace, di Ligabue fu nel 1972, ad opera di Franco Farina e ha ricordato anche la figura di Philippe Daverio (“Stabilì che parlare di Ligabue è un dovere della critica”), scomparso il 2 settembre di quest’anno: il catalogo contiene un suo scritto, in cui definisce l’artista di Gualtieri un “animo ribelle, che rompe la forma, la strazia, ne rivela l’energia”.
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