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Post sisma: riecco l'Abbazia di Nonantola. Restauro da 1,7 milioni

Post sisma: riecco l'Abbazia di Nonantola. Restauro da 1,7 milioni
Post sisma: riecco l'Abbazia di Nonantola. Restauro da 1,7 milioni
Post sisma: riecco l'Abbazia di Nonantola. Restauro da 1,7 milioni
Post sisma: riecco l'Abbazia di Nonantola. Restauro da 1,7 milioni

E il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha iscritto a bilancio 250 mila euro su ognuna delle due annualità per i lavori di restauro della cripta


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Domenica riaprirà al culto la basilica abbaziale di Nonantola. Il cuore della giornata sarà la solenne concelebrazione eucaristica delle 17 nella rinnovata basilica abbaziale, presieduta da monsignor Erio Castellucci, arcivescovo abate di Modena-Nonantola, con altri vescovi e con il Capitolo abbaziale.

Nella Basilica abbaziale di Nonantola, i problemi aperti dal drammatico evento sismico del 2012 hanno messo in evidenza le criticità della struttura e hanno imposto alcune priorità d’intervento -come quello sulla copertura e il risanamento della muratura, specie nell’area absidale e nella facciata- per salvaguardare il monumento e riconsegnarlo in sicurezza ai fedeli e ai visitatori.

Complessivamente, sono stati svolti interventi per 1 milione 678 mila euro, dei quali 1 milione 200 mila provenienti dai fondi regionali per la ricostruzione, 250 mila reperiti grazie agli sms solidali del terremoto, destinati dal Comune di Nonantola al restauro dell’Abbazia, 130 mila dai fondi 8xmille CEI-Conferenza Episcopale Italiana, 80 mila da istituti bancari e da offerenti privati e 18 mila donati dalla Municipalità e Parrocchia di Radolfzell, in Germania, con cui Nonantola condivide un gemellaggio spirituale per la custodia e la venerazione dei corpi dei santi martiri Senesio e Teopompo.

I lavori

Il primo intervento ha interessato la copertura ed è consistito nella sostituzione degli elementi ammalorati, nel collegamento delle capriate lignee alla muratura, nella realizzazione di un doppio assito sulle falde e nella ricostruzione del manto di copertura.

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Si è proceduto poi al consolidamento delle murature perimetrali e di facciata con l’adozione di tecniche innovative preventivamente sondate e saggiate. All’interno sono state collocate nuove catene di collegamento per rafforzare gli archi della navata centrale ed è stato consolidato e restaurato il paramento murario, compresi i bellissimi capitelli quattrocenteschi.

Straordinario l’esito del restauro dell’affresco quattrocentesco con “Crocifissione, Annunciazione e Santi” già in passato interessato da un malriuscito distacco e riportato su pannelli poi danneggiati dal sisma: al consolidamento ed al restauro pittorico ha fatto seguito lo studio di idonei supporti sensibili su cui ricollocare l’opera. Anche lo splendido portale d’ingresso scolpito è stato consolidato, ripulito e dotato di impianto di allontanamento volatili: ora questo straordinario monumento può essere ammirato e salvaguardato al meglio.

L’analisi delle superfici nella parte più antica delle absidi ha evidenziato un apparecchio murario assai complesso, riccamente lavorato e decorato a più colori. Sono stati progettati e ricollocati sull’esterno delle absidi 22 catini in ceramica in sostituzione dei preesistenti bizantini perduti (tranne i tre esposti al Museo).

I prossimi interventi

Gli interventi per la parte di ripristino post-sisma sono stati progettati e diretti dall’ing.

Augusto Gambuzzi, affiancato per la parte architettonica dall’arch. Vincenzo Vandelli dello studio Progettisti Associati di Sassuolo. Il cantiere è stato affidato alla ditta CandiniArte di Castelfranco Emilia, mentre il restauro di una parte delle opere d’arte dell’abbazia è stato realizzato dalla ditta Ripresa Restauri di Modena. Il restauro delle superfici murarie, del protiro e del pavimento è stato eseguito dalla ditta CandiniArte su progetto dell’arch. Vandelli; mentre il nuovo impianto di illuminazione interno è stato progettato e coordinato dall’arch. Domenico Biondi dello studio Progettisti Associati di Sassuolo e realizzato dalla ditta Graf di Nonantola; i corpi illuminanti led, di ultima generazione, sono stati forniti dalla ditta Lucetrend-Quarta dimensione di Modena.

Sono in corso ancora alcuni progetti, di cui il più recente di oltre 300 mila euro complessivamente,  per i quali è in atto la richiesta di un contributo dalla Regione Emilia-Romagna.

La riapertura solenne della Basilica abbaziale segna un momento importante nel cammino del restauro e della valorizzazione di uno dei monumenti più importanti del nostro territorio, che proseguirà con ulteriori interventi nel 2019 e 2020.

Infatti, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha iscritto a bilancio 250 mila euro su ognuna delle due annualità per i lavori di restauro conservativo della cripta – l’unica parte dell’abbazia non toccata dai restauri appena conclusi, se non per il rinnovo dell’illuminazione interna – la sistemazione degli esterni e del giardino, il rifacimento e la ridistribuzione degli spazi al piano terra del Palazzo abbaziale ad uso del Museo Diocesano e per progetti di valorizzazione dell’Abbazia e del suo patrimonio attraverso sistemi e installazioni multimediali.

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