'Appalti e subappalti, intermediazioni fittizie, disparità tra lavoratori: è tempo di dire basta'. Lo segnala Stefania Ascari, deputata modenese M5s. Dopo l'interrogazione su Italpizza, capitolo su cui sabato scorso il Si Cobas ha sfilato in città, la parlamentare torna a bussare alla porta del ministero del Lavoro guidato dallo stesso vicepremier Luigi Di Maio, con un'interpellanza e due interrogazioni a sua prima firma. Contestualizza Ascari nei suoi atti: 'Il caporalato industriale sta causando gravi ripercussioni a livello sociale ed economico con particolare incidenza in Emilia-Romagna. Un caso emblematico è quello della Castelfrigo, che ha assegnato in appalto parte della lavorazione carni al consorzio Job Service, il quale a sua volta ha subappaltato ad altre cooperative. Cosi' un lavoratore esternalizzato ha un costo del lavoro medio dai 13,50 ai 15,5 euro contro i 27 euro degli addetti diretti'.
Citando Italpizza, 'i dipendenti diretti costano in media 30 euro orari contro i 14 euro medi del personale delle cooperative appaltatrici', prosegue Ascari, chiedendo quindi al Governo gialloverde 'quali iniziative di sua competenza intenda attivare, anche di tipo normativo, per prevenire e contrastare il caporalato industriale'. Le due interrogazioni riguardano invece Inalca e Alcar Uno: 'Su Inalca ho domandato al Governo se sia a conoscenza del rinvio a giudizio dei dirigenti nel 2016 per 'truffa ai danni dello Stato' e dell'accusa di intermediazione illecita nel 1998. Chiedo quali iniziative si possano adottare'. Su Alcar Uno, scrive infine Ascari, 'Flai-Cgil e Si Cobas hanno denunciato false cooperative e societa' di comodo che opererebbero nell'azienda'.
'Appalti e subappalti, intermediazioni false: ora basta'
Ascari (M5s): ' Un caso emblematico è quello della Castelfrigo, che ha assegnato in appalto parte della lavorazione carni al consorzio Job Service'
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