'I comuni cedono di fatto la maggioranza di Aimag ad Hera a fronte di un aumento di capitale in natura riservato ad Hera stessa ma in realtà stanno acquisendo “debiti futuri”, non certo un’impresa rigogliosa quella rappresentata dal servizio idrico integrato di Modena, per il quale verrà costituita una nuova società, oggetto di conferimento in Aimag da parte di Hera per un 45%, in cambio Aimag permetterà ad Hera di passare dall’attuale 25% al 41% del proprio capitale. La rete idrica modenese ha perdite oltre la media nazionale che si assestano al 36,7% dei 7.200 Km. di estensione mentre la media di Carpi, Mirandola e bassa mantovana è del 26% con una estensione di 2.000 km. Quindi a breve dopo la gara dell’acqua, la cui vittoria pare certa da parte di Aimag, si dovrà procedere ad ingenti investimenti per rifare la rete idrica modenese con aumento delle bollette anche per gli attuali utenti Aimag che con le loro bollette hanno da sempre mantenuto la rete idrica in e????icienza, saranno costretti in futuro a pagare per anni di totale mancanza di investimenti sulla rete modenese da parte di Hera. Quindi prima abbiamo pagato per la rete idrica nostrana e poi dovremo pagare anche per quella dei modenesi perché Hera con le bollette ha distribuito dividendi e non migliorato la rete che è un colabrodo'.
'I comuni soci mantengono formalmente la maggioranza con il 51% del capitale sociale di Aimag ma di fatto non hanno nessun premio di maggioranza nel nuovo cda che sarà di 8 membri di cui 4 nominati da Hera ed anche il Direttore generale sarà nominato
'Ma come siamo arrivati a questa resa incondizionata? Perché non si è fatto un aumento di capitale mediante sottoscrizione di azione di risparmio da parte degli utenti? Perché l’acqua deve diventare un bene privato in mano a fondi stranieri? Una storia che ebbe inizio nel 2009 quando il sindaco PD Campedelli aprì la compagine societaria ad Hera ufficialmente con lo scopo di rafforzare Aimag con la partnership industriale, cosa che non si realizzò mai; non valeva la pena per Hera impegnarsi e faticare a fronte di una partecipazione minoritaria del 25%. L'ostacolo principe al cammino per giungere al controllo da parte di Hera furono i cittadini di Carpi che, consultati mediante un quesito Referendario nel 2017, espressero la loro contrarietà alla vendita di Aimag, cosa che ora avviene nei fatti pur mantenendo un 51% di forma. Le condizioni favorevoli ad Hera furono create dai sindaci PD Bellelli e Solomita che a marzo del 2023 imposero come diktat per il rinnovo del patto che univa i Sindaci soci l'accettazione del piano industriale proposto da Hera ora in atto - aggiunge la Medici -. Negli ultimi anni Aimag è stata amministrata in modo da bloccare ogni significativa crescita industriale, addirittura progetti del Pnrr vinti e poi bloccati senza una reale giustificazione, aumento dell’ indebitamento della società senza gli opportuni meccanismi di tutela dei cambi di tasso, accantonamenti per rischi inesistenti pur di dimostrare una perdita; un silenzioso lavoro da parte del Cda e di alcuni sindaci per portare Aimag con l’acqua alla gola, in modo che la corda lanciata da Hera, risultasse un salvagente e non un cappio; infine grande è la responsabilità del Pd modenese che ha perseguito l’ideologia delle privatizzazioni nel nome dell’efficienza, non curanti della volontà dei cittadini che con un referendum hanno dichiarato la volontà di mantenere l’acqua pubblica. Chi sostiene che Aimag rimarrà a guida pubblica mente pubblicamente, la scalata di Hera, azienda quotata in borsa e votata, per statuto, al massimo profitto ne muterà radicalmente le scelte sia verso gli utenti che verso le amministrazioni. Cari concittadini scegliete voi o mettete mano al portafoglio o ribellatevi in ogni modo ora non domani'.


