Si è svolta nella serata di ieri l'assemblea annuale di Confagricoltura Modena, intitolata 'Quale Europa vogliamo? Idee e iniziative a confronto per una riforma che dia reddito alle imprese'.
Nella parte privata dell'assemblea i soci hanno approvato all'unanimità il bilancio dell'associazione. Un risultato accolto con soddisfazione dal presidente Francesco Schiavi e dal direttore Guido Zama, che hanno evidenziato come l'organizzazione abbia consolidato una situazione economica equilibrata dopo anni particolarmente impegnativi.
La scelta dell'Ippodromo Ghirlandina ha rappresentato un richiamo alle radici agricole e rurali del territorio modenese ma anche alla volontà dell'associazione di contribuire attivamente allo sviluppo economico e sociale della provincia. Tra i presenti, oltre a numerosi imprenditori agricoli, rappresentanti del mondo economico e istituzionale, anche una delegazione dell'AVIS.
Alla parte pubblica hanno partecipato il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il presidente della Provincia Fabio Braglia, il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Molinari, il presidente della Società Modenese Fiere e Corse Cavalli Alessandro Arletti, il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Marcello Bonvicini e la presidente regionale di ANGA Emilia-Romagna Claudia Guidi, la direttrice Relazioni Internazionali e Affari Europei di Confagricoltura Cristina Tinelli e il direttore dell'Area Economica di Confagricoltura Vincenzo Lenucci. In rappresentanza dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola è intervenuto il vicario generale monsignor Giuliano Gazzetti, che ha portato il saluto dell'arcivescovo Erio Castellucci impossibilitato a partecipare per un imprevisto.
Nel suo intervento il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha evidenziato il ruolo fondamentale che le imprese agricole svolgono per l'economia e la tenuta del territorio, valorizzando produzioni di eccellenza riconosciute a livello internazionale come DOP e IGP. Ha inoltre richiamato le sfide che il comparto è chiamato ad affrontare, dagli effetti dei cambiamenti climatici ai maggiori costi che questi determinano per le aziende, fino alle tensioni internazionali e alle forme di concorrenza che rischiano di penalizzare le produzioni europee. Un contesto che richiede attenzione e collaborazione tra istituzioni e mondo agricolo per garantire sviluppo, occupazione e competitività.
Il presidente della Provincia Fabio Braglia ha invece evidenziato il valore della coesione territoriale e della collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità locali, ricordando come il sistema modenese possa continuare a svolgere un ruolo importante per lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Marcello Bonvicini ha evidenziato il valore dell'assemblea modenese come occasione di confronto su temi decisivi per il futuro delle imprese agricole, dalla riforma della PAC alla competitività delle produzioni europee.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo delle nuove generazioni. La presidente regionale di ANGA Emilia-Romagna, Claudia Guidi, ha richiamato l'importanza del contributo dei giovani imprenditori agricoli, chiamati a confrontarsi con sfide sempre più complesse ma anche con nuove opportunità legate all'innovazione, alla sostenibilità e alla diversificazione delle attività aziendali. In questo contesto ANGA Modena rappresenta una realtà particolarmente dinamica e un esempio concreto di partecipazione, competenza e capacità di guardare al futuro con coraggio e spirito imprenditoriale.
Nel suo intervento introduttivo il presidente di Confagricoltura Modena Francesco Schiavi ha posto l'accento sulle difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole tra aumento dei costi di produzione, instabilità dei mercati, carenza di manodopera, eccesso di burocrazia e cambiamenti climatici.
“L'agricoltura italiana non chiede assistenza.
Il presidente modenese ha inoltre richiamato l'attenzione sulle difficoltà che interessano comparti fondamentali per l'economia provinciale, dalla frutticoltura alla viticoltura fino alla filiera suinicola, sottolineando che la chiusura di un'azienda agricola significa perdere occupazione, investimenti, competenze e presidio del territorio.



