E' vero, ufficialmente lo scorso anno Coop Alleanza ha chiuso il bilancio in positivo. Per la prima volta dalla sua nascita ha registrato un utile (20 milioni) a fronte del buco di 132 milioni del 2022, di 22 milioni del 2021, di 138 milioni del 2020, di 163 milioni del 2019, di 289 milioni del 2018 e di 37 milioni del 2017.
Ma è evidente che il numero finale del Bilancio non è tutto e che - come dichiarato ieri dallo stesso Trombone - il risanamento è tutt'altro che concluso.Sulla chiusura in positivo dello scorso anno pesano infatti anche alcune operazioni 'una tantum' che hanno permesso di lenire il maxi buco dell'anno precedente. Si pensi, solo a titolo di esempio, ai 42,5 milioni incassati dalla cessione di alcuni immobili definiti in Bilancio 'no core', comprensivi degli impianti strutturali, nell’ambito di un’operazione di cartolarizzazione immobiliare sottoscritta a luglio 2023. Con tale operazione Coop Alleanza è infatti giunta alla cessione di 46 unità immobiliari (negozi e uffici in Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia) ad una società veicolo incassando dall’operazione 50,3 milioni e reinvestendone appena 12,5.Il prestito soci
Ma non solo. Ad allarmare è in particolar modo il continuo calo del prestito sociale che lo scorso anno è passato da 3,063 miliardi di liquidità a 2,788 miliardi, con una riduzione netta in un anno pari a 274 milioni di euro, un numero che si abbina a quello della riduzione del numero complessivo di soci prestatori pari a 5735 unità, passato da 411.411 a 405.679, a fronte di un calo totale di soci pari a 30mila unità (da 2 milioni e 260mila a 2 milioni 230mila).
Insomma, al di là dei sorrisi
Giuseppe Leonelli

