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Estate, agosto lavoratore mio non ti conosco. Da Piacentini a Mec Mac: i 'fallimenti' estivi

Estate, agosto lavoratore mio non ti conosco. Da Piacentini a Mec Mac: i 'fallimenti' estivi

Sfruttare il deserto, le vacanze di alcuni o la solitudine fuori e dentro di chi non ha nulla da perdere per mostrare i muscoli e tutto il proprio coraggio di impresa. In una parola: per chiudere l'azienda o per licenziare i lavoratori


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E' come fosse una zona franca. L'estate. La città deserta, i turisti che stralunati osservano il palazzo Ducale, qualche immigrato sdraiato sulle panchine del parco XXII aprile a cercare, annoiato, di vendere l'ultima dose. Anziani in camicia a mezze maniche, sempre azzurro acqua a passeggiare incuranti del sole e dell'asfalto tremolante lungo una via Emilia irriconoscibile. L'angoscia che sale e che fa pensare a come tutto sia inutile, lontano, artefatto. E che fa pensare che le vacanze non siano altro che un lavoro per dare significato al non lavorare. E' in questa atmosfera da fine impero che immancabilmente alcuni imprenditori, seduti sulle loro poltrone condizionate (in tutti i sensi), trovano la forza insperata per dare il meglio di sè. 

Sfruttare il deserto, le vacanze di alcuni o la solitudine fuori e dentro di chi non ha nulla da perdere. per mostrare i muscoli e tutto il proprio coraggio di impresa. In una parola: per chiudere l'azienda o per 'fregare' i lavoratori. Che poi ci pensa la Legge, l'Inps, lo Stato, i Santi e le Madonne a pagare il dovuto, perchè insomma le regole sono regole! E poi diciamo la verità: è colpa della burocrazia e dei sindacati (che quelli effettivamente...)

Se solo avessero lasciato lavorare Renzi, o Berlusconi...

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Insomma avessero lasciato lavorare qualcuno.

Così, in questo clima da far west, i nuovi capitani coraggiosi dimostrano al mondo tutto il loro splendore. A Modena lo ha fatto recentemente la Mec Mac, che ha chiuso il 4 di agosto lasciando a spasso 29 persone dopo aver firmato, meno di un anno fa, un accordo in Comune; lo ha fatto la Firem di Formigine qualche anno fa trasferendo in una notte tutto in Polonia; lo ha fatto la famiglia Piacentini (della nota Piacentini costruzioni spa) lasciando che la sua società editrice dichiarasse fallimento. Il 2 di agosto: consegnando montagne di debiti a coloro che lavorarono per quella azienda (azienda che ancora La Pressa deve nonostante tutto ringraziare perchè da quell'esperienza è nata).

Funziona così. Avvocati in ferie, politici in ferie, sindacalisti (tutti o quasi in ferie), perfino superMuzzarelli in ferie (forse) e allora dai che ci si scatena... Si dichiara fallimento qua a Modena e intanto si finanzia il Pd a Roma o magari si apre una azienda a New York o Londra per dire... E' un clichè così rodato che non stupisce neppure. Anzi.

Insomma, tanto di cappello.

Cappello, pinne, occhiali, una mano sul cuore e una sul portafogli... Una Messa mattutina per pulirsi la coscienza e via che si va. E dispiace quasi immaginarli questi coraggiosi imprenditori e i loro uomini di fiducia a girare in auto (supercar ma comunque roventi) sotto il sole cocente per firmare l'ultimo atto. Quello che li libera da ogni incombenza. Ma è uno sforzo di pochi minuti... Dai che poi arriva il sabato e si va tutti al mare con la famigliola. Per godersi, finalmente, il meritato riposo da cotanto - sovrumano - sforzo. Per godersi quella profondissima quiete dove le coscienze linde e immacolate trovano il proprio sacrosanto refrigerio.

Leo

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