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'I comuni ricicloni modenesi beffati dall'inceneritore'

'I comuni ricicloni modenesi beffati dall'inceneritore'

L'analisi del Comitato Modena Salute e Ambiente: 'I risultati virtuosi di chi ricicla di più in provincia, vanificati dall'aumento dei rifiuti bruciati nell'impianto di via Cavazza'


3 minuti di lettura

Il 31 gennaio 2018 a Nonantola sono stati premiati 5 Comuni della Provincia di Modena che hanno raggiunto un
eccellente nel raggiungimento dell’obiettivo di raccolta differenziata. In questi comuni, grazie a un efficace sistema di raccolta differenziata, ogni cittadino ha prodotto meno di 100 kg/anno di rifiuti urbani indifferenziati, ovvero rifiuti che nella quasi totalità finiscono nell'inceneritore. I comuni sono Novi di Modena (su 432 kg/a totali prodotti a persona solo 55 kg/a sono indifferenziati e primo posto in regione!), Medolla (60kg e secondo posto), Soliera (62kg e terzo posto), Carpi (78kg e quarto posto), Nonantola (95kg e ottavo posto in regione).

'Un ottimo risultato - commenta Sandra Poppi del Comitato Salute e Ambiente di Modena -  anche perché uno degli scopi/risultati della raccolta differenziata è diminuire le quantità di rifiuti inceneriti, meno problemi di inquinamento e salute e più sostenibilità ambientale. Ma sarà davvero così a Modena?

L’intera Provincia di Modena ha circa 700.000 abitanti, su cui si sta via via allargando il sistema di raccolta porta a
porta (PaP nella tabella) che permette quei risultati di differenziata e di adeguamento alla Legge Regionale 16/2015 sulla riduzione della produzione dei rifiuti ed economia circolare.

Simuliamo che, come previsto dalla legge regionale, entro il 2020, tutti i comuni della Provincia riescano ad ottenere il risultato medio di raccolta differenziata dei 5 Comuni premiati, quindi si producano in media 70 kg/anno di rifiuti indifferenziati.

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Su 700.000 abitanti totali rimangono 49.000 tonnellate anno di rifiuti indifferenziati da smaltire/incenerire. Invece, ad esempio, nel 2016 si sono bruciate 212.242 t, più di 5 volte tanto, 
Di cui ben il 40% (86.582 t) provenienti da fuori provincia'

L'esponente del Comitato Salute e Ambiente di Modena sottolinea come 'negli anni, il quantitativo di rifiuti bruciati nell’impianto di Modena è sempre aumentato, nonostante il progredire della raccolta differenziata. 
L’aumento del totale incenerito è dovuto esclusivamente all’arrivo sempre maggiore di rifiuti extraprovinciali.
Infatti una volta raddoppiato l’inceneritore è iniziato l’import di rifiuti da fuori provincia, visto anche il miglioramento della nostra raccolta differenziata. Contraddiccendo in toto le affermazioni e impegni del 2005 che definivano l’inceneritore appena sufficiente per i bisogni provinciali.

Le ceneri e polveri rimanenti dai rifiuti bruciati oggi dall’inceneritore, sono circa 55.000 t/a e superano la quantità di rifiuti bruciati se quest’ultimo fosse riservato ai soli rifiuti modenesi con la raccolta differenziata come nei comuni virtuosi della Bassa (Novi, Medolla, Carpi, Soliera e Nonantola), ovvero i 49.000 t/a.

Oltretutto ceneri e polveri sono rifiuti speciali tossico-nocivi di difficile e costoso smaltimento.

Questo crea una grossa contraddizione tra il lodevole impegno con eccellenti risultati nella raccolta differenziata e il mancato corrispettivo in temini di diminuite emissioni inquinanti.
Anche in questa occasione riemerge la miope previsione nel voler raddoppiare a tutti i costi (circa 10 anni fa) l’allora inceneritore cittadino portandolo da 120.000 t/a a 240.000 t/a autorizzate, invece di procedere ad una convinta raccolta differenziata su larga scala ed alla realizzazione di centri di recupero, riciclo e trattamento a freddo dei materiali.

A conferma di questo, dall’attivazione del raddoppio (nel 2010), la quantità di rifiuti provinciali non ha mai superato quella del vecchio impianto, le 120.000 t/a.

Con lo 'Sblocca Italia' gli inceneritori sono diventati impianti strategici

Con l’art. 35 del DL 133/2014, denominato “Sblocca Italia” che definisce gli inceneritori impianti strategici che devono essere utilizzati a pieno regime e con il Piano Regionale dei Rifiuti che recepisce tale norma in toto, 'continua  - prosegue Sandra Poppi - la coda, giorno e notte, di camion che trasportano rifiuti in via Cavazza. Chiederemo anche la relazione sul funzionamento dell’impianto, le autorizzazioni, le quantità e qualità di rifiuti inceneriti nel 2017 e di quale provenienza.
La raccolta differenziata va fatta e fatta bene, ma con altrettanto impegno dobbiamo chiedere conto ai decisori
politici di queste contraddizioni per cercare di uscire velocemente dall’era degli

inceneritori'

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