Sono alcuni dei punti del decalogo che Confesercenti pone ai candidati sindaco come terreno di confronto e di proposta in vista delle prossime elezioni amministrative del 26 maggio. Particolarmente sentito il tema della mobilità. Sempre più congestionata in centro, anche di mezzi commerciali diesel euro 1 o 2, non soltanto per i residenti ma per il trasporto delle merci. Oltre all’idea di un punto di scambio fuori dal centro, c’è il problema di chi anche sceglie il mezzo elettrico con incentivi non ha disposizione una rete adeguata di ricarica. Ne abbiamo parlato con Mauro Salvatori, presidente Confesercenti per l’area di Modena.
“Siamo disposti al confronto con tutte le formazioni politiche e relativi candidati sindaco, in corsa alle prossime elezioni amministrative per il Comune di Modena. Fermi però su quelle che sono le nostre ragioni.
O meglio, le ragioni delle tante piccole e piccolissime imprese modenesi. Costrette a barcamenarsi tra crisi dei consumi, mercato ingessato e sviluppo di strutture di vendita medio grandi che nell’ultimo biennio sono sorte come funghi ed hanno ulteriormente assottigliato quote di un mercato già ridotto in briciole. Senza contare - afferma Salvatori - il futuro fin troppo fosco e a dir poco imminente che grava sull‘attività di tanti esercizi commerciali, tra nuove aperture ed allargamenti di nuove medio grandi strutture commerciali di vendita.”Di seguito, dopo il video con l'intervista a Mario Salvatori, il decalogo completo Confesercenti
1) Opportuno rivedere il regolamento dehor relativo all’occupazione di suolo pubblico per gli spazi all’aperto annessi ai locali di pubblico esercizio di somministrazione e per il consumo sul posto. In particolare: A) per gli esercizi di vicinato, regolarmente autorizzati o che hanno presentato la SCIA per l’avvio dell’attività, per la vendita di prodotti alimentari; per le attività artigianali di produzione propria e vendita di prodotti alimentari, autorizzate all’attività di vendita al dettaglio; per le attività di panificazione e produzione di prodotti da forno si chiede l’estensione della durata dell’occupazione di suolo pubblico, qualora l’impresa non disponga di un’area privata, dal 15 aprile al 31 dicembre.
2) Opportuna la completa pedonalizzazione del centro storico cittadino: la prossima consigliatura dovrebbe a nostro giudizio realizzare l’intervento, contestualizzandolo in un progetto che veda affrontare la questione del rifornimento delle attività attraverso l’ausilio di mezzi elettrici. Ed ampliando la rete delle colonnine dedite alla ricarica energetica. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, sarebbe opportuno favorire il cambio dei mezzi in dotazione agli esercenti nell’area del centro e nelle vie attigue, introducendo incentivi, oltre a quelli previsti dalla Regione, per mezzi elettrici o ibridi. Si favorirebbe un tipo di mobilità sostenibile con benefici su salute e qualità dll’aria.
3) Opportuno ripensare in termini di funzioni, di composizione e di governance Modenamoremio per farne l’unico soggetto di promozione del centro storico.
4) Mercati ambulanti: A) riduzione del 30% del canone di concessione del mercato del Lunedì ed eliminazione del mercato straordinario che si tiene la terza domenica di ogni mese; B) applicazione rigorosa delle norme nazionali e regionali di settore che regolamentano il commercio su aree pubbliche.
5) Indispensabile inoltre il superamento dell’attuale Mercato agroalimentare e ritorno ad un autentico mercato all’ingrosso che veda la presenza di una pluralità certa e certificata dell’offerta mercatale.
6) Istituire un fondo strutturale di compensazione da destinarsi alla valorizzazione, riqualificazione, del commercio presente nel centro storico, nei centri di vicinato e negli asset commerciali più significativi della città. Finanziato da coloro che a Modena intendono aprire, ampliare superfici di vendita superiore ai 2500 mq. Una quota del fondo sarebbe poi da destinare alla promo-commercializzazione turistica. Il contributo al fondo strutturale e permanente dovrà attestarsi sull’1% dell’investimento prospettato.
7) Intervento sui parcheggi del centri di vicinato per renderli più fruibili da parte dei consumatori, sul verde, sulla viabilità, sull’illuminazione e sulla segnaletica.
8) Porre all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di una forte valorizzazione e sostegno delle MPMI del commercio, richiedendo lo stanziamento di maggiori risorse pubbliche al fine di elevare la qualità e la progettualità per iniziative di valorizzazione commerciale e innovazione tecnologica del centro storico, dei centri di vicinato e degli assi commerciali naturali (di cui il fondo previsto al punto 6 diventa strategico). Ma manifestando anche parimenti ferma e netta contrarietà all’insediamento di nuove medio-grandi strutture di vendita soprattutto nel comparto alimentare. E sempre in proposito esprimiamo e ribadiamo il nostro forte diniego al superamento della quota dei 1500 mq di superficie commerciale di vendita alimentare che si collocano all’esterno del centro storico.
9) Riteniamo sia da accelerare il percorso che dovrebbe vedere la trasformazione di Modenatour nell’unico soggetto di promo-commercializzazione turistica del territorio. In tale direzione andrebbe favorito una migliore sinergia con Modenamoremio rivisitata nelle funzioni e nella governance. Potrebbe essere utile destinare l’intera tassa di soggiorno agli scopi prima richiamati?
10) Da ultimo, ma ugualmente prioritario, il necessario aumento degli organici delle forze dell’ordine per garantire un efficace presidio del territorio. In particolare nelle zone attigue il centro storico, le zone dei viali e della stazione ferroviaria, l’autostazione, il parco Novi Park, l’area del teatro Storchi, del monumento ai caduti e la fascia dell’ex questura che unitamente ad una maggiore illuminazione potrebbe favorire il riappropriarsi e il riutilizzo di vaste porzioni del territorio urbano. L’aumento degli organici, poi, potrebbe consentire un rafforzamento dell’attività di intelligence, utile a contrastare la penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso che sempre più si caratterizza come “criminalità d’affari”.

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