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Italpizza: 'La rottura voluta da CGIL rischia di compromettere gli accordi di luglio'

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La dirigenza aziendale commenta la rottura del tavolo delle trattative sul contratto dei 300 lavoratori del settore logistica e lo sciopero indetto lunedì: 'La CGIL vuole alzare il livello dello scontro, si rischia il passo indietro'


Italpizza: 'La rottura voluta da CGIL rischia di compromettere gli accordi di luglio'
La decisione di abbandonare il tavolo delle trattative, assunta da CGIL-Cisl e Uil nell'assemblea con i lavoratori delle cooperative in appalto a Italpizza di martedì pomeriggio, è stigmatizzata oggi dalla dirigenza aziendale che smentisce, nel merito, le motivazioni dei sindacati alla base della mobilitazione che lunedì sfocerà in uno sciopero unitario di otto ore.

In particolare Italpizza rispedisce di fatto al mittente l'accusa di avere per cosi dire cambiato le carte in tavola sull'applicazione dei contratti (fissato nell'accordo del luglio scorso), nel merito del passaggio di 250 lavoratori del settore logistico della cooperativa Cofamo e dei cinquanta di Evologica, alla nuova s.p.a Eviva (subentrante a Cofamo dal 1° dicembre). 

Italpizza ricorda i contenuti dell'accordo del 17 luglio che regolamenta il rapporto di lavoro con i circa 900 lavoratori dello stabilimento produttivo si Modena: 650 lavoratori dipendenti dell’appaltatrice Evologica e circa 600, addetti al processo produttivo, dovranno passare alle dipendenze dirette di Italpizza (la cosiddetta internalizzazione), con il contratto alimentaristi. Per i circa 50 restanti lavoratori, che svolgono attività di servizi ausiliari, è previsto il mantenimento di inquadramento in appalto, come anche per i circa 250 lavoratori del confezionamento, attualmente in forza all’appaltatore Cofamo con contratto Multiservizi.

Il punto della divergenza sarebbe nato in relazione ai 50 lavoratori Evologica. Sei sindacati chiedono l'applicazione del contratto nazionale logistica, l'azienda caldeggia il contratto multiservizi, giudicato dotato di maggiori tutele rispetto alla logistica. 'Un contratto, quest'ultimo - afferma Italpizza - che non prevede particolari tutele, come per esempio la copertura per la malattia' e che nel 2016, aveva portato sempre con gli stessi Sindacati Confederali, all'accordo di passare al contratto Multiservizi, più tutelante e più adeguato alle mansioni svolte da questi lavoratori'

'Ora i Sindacati, in particolare CGIL, hanno la “pretesa” di ritornare al contratto precedente della logistica e di farlo, tra l’altro, in concomitanza con l’imminente cambio appalto di Cofamo, senza che ce ne sia una ragione logica, visto che gli accordi prevedono di trovare una intesa entro fine anno'.

E qui l'affondo a CGIL. 'Gli stessi dirigenti di CGIL riconoscono che la trattativa di martedì scorso era a buon punto e che c’era una disponibilità da parte datoriale a far ritornare i lavoratori al contratto precedente della logistica, ma non può essere il sindacato a stabilire i livelli di inquadramento decidendo chi è un dirigente, un funzionario, un impiegato o un operario.

La rottura c’è stata, ma in realtà è avvenuta all’interno della stessa CGIL che ha visto le proprie RSA abbandonare il tavolo in dissenso con il proprio gruppo dirigente volto a forzare la mano su un aspetto non sentito dalla base. Voler sostenere l’ennesima pretesa di far coincidere il cambio appalto del reparto confezionamento con la trattativa delle nuove condizioni, è sostanzialmente irresponsabile, visto che Cofamo è in uscita ed il nuovo appaltatore non è ancora subentrato.

Per quanto riguarda la lamentela sindacale del cambio appalto del reparto confezionamento, che coinvolge gli attuali 250 lavoratori dell’appaltatore Cofamo, Italpizza smentisce che non si tratti dell’ennesimo cambio appalto, in quanto Cofamo è appaltatore di Italpizza da oltre un decennio. Si precisa che sulle ragioni del cambio appalto i Sindacati erano stati ampiamente edotti' 

In merito alle garanzie sul TFR e ratei non goduti per i lavoratori di Cofamo, Italpizza deve ancora una volta smentire le strumentali dichiarazioni di CGIL. Nell’incontro con le OOSS del 21 ottobre c.a., Italpizza unilateralmente ha assunto l’impegno di garantire tutti gli attuali livelli occupazionali e gli aspetti economici dei lavoratori, aspetto riformalizzato con PEC del 23 ottobre c.a.

Italpizza torna poi alla decisione sindacale di proclamare uno sciopero di 8 ore per lunedì, ignorando di fatto l'invio da parte della società, e confermato ai giornalisti dal segretario generale Uil Perfetto nel corso dell'assemblea sindacale di martedì, di una Pec con la quale veniva ribadita la disponibilità dell'azienda a
continuare il dialogo e proseguire la trattativa interrotta. Rottura, ribadiamo - si legge -  avvenuta per motivi di dissidio interno tra la CGIL e i lavoratori da essa rappresentati.
Come risposta, la stessa organizzazione sindacale ha promosso uno sciopero esteso a tutto il sito Italpizza, tra l’altro dichiarato per 8 ore mentre i lavoratori svolgono tre turni nelle 24 ore. Rifiutare l’invito ad un tavolo è certamente un atteggiamento poco responsabile. A questo punto, è evidente che CGIL preferisce il conflitto al
dialogo, cercando di alzare il livello dello scontro nel coinvolgere anche i lavoratori di Evologica, che
in prospettiva, avrebbero già ottenuto importantissime concessioni, con il rischio così di riaprire questioni già discusse e condivise'


Redazione La Pressa
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