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La meccanica traina l’export modenese: 8 miliardi in 9 mesi solo da questo settore

La meccanica traina l’export modenese: 8 miliardi in 9 mesi solo da questo settore

L’export dei prodotti manifatturieri nei primi nove mesi del 2025 vale per la provincia di Modena quasi 13,4 miliardi di euro


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L’export rimane uno dei pilastri dell’economia delle province di Modena e Reggio Emilia, a conferma del forte orientamento internazionale del sistema produttivo locale e della qualità, apprezzata nel mondo, delle eccellenze prodotte dalle nostre imprese. Una conferma che arriva direttamente anche dall’ufficio studi di Lapam Confartigianato che ha analizzato i dati delle esportazioni per le due aree territoriali.

Complessivamente, l’export dei prodotti manifatturieri nei primi nove mesi del 2025 vale per la provincia di Modena quasi 13,4 miliardi di euro, mentre per la provincia reggiana si ferma poco sotto i 10 miliardi. Il comparto della meccanica si conferma nettamente il principale settore esportatore per entrambe le province. Il valore delle vendite all’estero risulta di gran lunga superiore rispetto agli altri comparti, rappresentando oltre la metà dell’export complessivo. Accanto alla meccanica, mantengono un peso rilevante anche la moda e la ceramica, seppur con valori più contenuti. Altri comparti, come alimentare, mobili e prodotti delle altre industrie manifatturiere (biomedicale), contribuiscono in modo più limitato in termini di valore assoluto, ma restano strategici per la tenuta complessiva del tessuto produttivo.
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Per l’area modenese, l’export della meccanica vale quasi 8 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, in crescita del 3,4% rispetto ai primi 9 mesi del 2024, e 2,9 miliardi di macchinari, in calo del 5,1%.

Seguono per valore i prodotti delle ceramiche, con un valore di oltre 2 miliardi di euro, in tenuta (+0,4% nei primi nove mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024), e alimentari, con un valore di oltre 1,6 miliardi di euro e in crescita dell’11,6%. Nella provincia reggiana il valore dell’export della meccanica supera i 5 miliardi di euro, in calo del 3,1% rispetto ai primi nove mesi del 2024. Seguono i prodotti della moda con poco meno di 2 miliardi di euro, in crescita del 4,1%, e della ceramica con quasi un miliardo di euro, in crescita del 4,3%.

Osservando i dati, la provincia di Modena esporta il 52,2% dei suoi prodotti nei mercati extra UE, mentre il restante 47,8% nei mercati dell’UE. L’export delle imprese reggiane si concentra invece maggiormente all’interno dell’Unione che occupa il 59,4% del totale. Tra i principali paesi partner, preoccupa la frenata del mercato statunitense, mentre è tornato in segno positivo l’export verso la Germania, con cui condividiamo filiere strategiche.
Nei primi nove mesi del 2025 la provincia di Modena ha esportato prodotti negli Stati Uniti d’America per un valore di oltre 2 miliardi, in calo rispetto allo stesso periodo del 2024 del 7,2%: gli USA rimangono comunque il primo mercato di riferimento per l’export provinciale. Crescono rispettivamente del 4,3% e del 5,7%, invece, le esportazioni verso Germania e Francia, che toccano valori di 1,6 miliardi e 1,3 miliardi di euro. Germania che è il primo mercato di riferimento per l’export delle imprese di Reggio Emilia: nei primi nove mesi del 2025 l’export vale 1,3 miliardi di euro, +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Seguono Francia e Stati Uniti, dove però si registrano rispettivamente un -4,1% e un -6,7% delle esportazioni da gennaio a settembre 2025 rispetto al medesimo lasso di tempo del 2024.

Daniele Mazzini, presidente dell’associazione, afferma: «I dati del nostro ufficio studi restituiscono nel complesso l’immagine di un sistema produttivo in tenuta. Tuttavia, emergono alcuni elementi di attenzione: la forte concentrazione su pochi settori e su alcuni mercati rende il territorio più esposto a shock esterni. Per le imprese la sfida è duplice: consolidare le posizioni sui mercati storici e, allo stesso tempo, diversificare prodotti e destinazioni.
In quest’ottica, è positivo l’accordo di libero scambio UE–Mercosur che apre nuove opportunità per l’export italiano: si tratta di un’occasione storica per il Made in Italy e per l’artigianato, anche se l’Europa deve garantire condizioni di reale equità tra i diversi tessuti produttivi, valorizzando il ruolo delle Pmi, che sono il cuore dell’economia italiana, con strumenti dedicati: credito, garanzie, formazione e servizi di supporto all’internazionalizzazione».

Stefano Bonacorsi

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Modenese nel senso di montanaro, laureato in giurisprudenza, imprenditore artigiano, corrispondente, blogger e, più raramente, performer. Di fede cristiana, mi piace dire che sono quello che leggi....   

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