'L’interrogazione – spiega Antonio Platis, vicecoordinatore regionale di Fi - è stata sottoscritta dai principali comuni della provincia che fanno storicamente capo al territorio della Cassa di Risparmio di Modena, in particolare da Davide Capezzera e Claudia Severi (Sassuolo), Monica Contursi (Nonantola), Gerardo Maffei (Bastiglia), Giuseppe Volpe e Roberto Bevini (Bomporto) e Luciano Rosi (San Cesario sul Panaro)'.
'La Fondazione di Modena – recita l’atto ispettivo sottoscritto - rappresenta un soggetto di rilievo strategico per i nostri territori sia per il ruolo che svolge nel sostegno a progetti sociali, culturali e di sviluppo locale, sia perché il suo patrimonio è frutto anche dei risparmi dei cittadini. Proprio per questo riteniamo doveroso che vi sia la massima trasparenza'.
Nell’interrogazione si ricorda come lo statuto della Fondazione preveda la redazione del progetto di bilancio di esercizio entro il 31 marzo di ogni anno, con il coinvolgimento del Collegio dei Revisori e del Consiglio di Indirizzo.
'Un ammanco di tale entità, protratto su più esercizi, solleva dunque interrogativi rilevanti sull’efficacia dei sistemi di controllo e di vigilanza interna - continua Forza Italia -. Attraverso l’atto ispettivo, si chiede quindi se e quando le Amministrazioni comunali sono state formalmente informate della vicenda o abbiano richiesto chiarimenti formali alla Fondazione in merito alla ricostruzione dell’attività truffaldina, alle falle nei sistemi di controllo, alle azioni correttive adottate e alle possibili ricadute sulle future erogazioni a favore del territorio'.
Forza Italia, inoltre, sollecitata il rafforzamento dei presìdi di controllo interno, anche con riferimento al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.lgs. 231/2001, e di individuare le azioni politiche e istituzionali necessarie affinché siano accertate eventuali responsabilità, nel rispetto dell’autonomia della Fondazione ma a tutela dell’interesse pubblico dei territori rappresentati.
'Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma garantire trasparenza, correttezza e tutela delle comunità locali. La Fondazione è patrimonio di tutti'.
Nella foto il presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi insieme al sindaco di Sassuolo Matteo Mesini

