'Il 26 gennaio il Consiglio Comunale ha preso atto a maggioranza che il servizio di igiene urbana cioè la raccolta dei rifiuti è ritornato ai cassonetti coinvolgendo il 94% delle 76.000 utenze dell'area residenziale centrale leggasi tutta l'area urbana di Modena e che, sempre a maggioranza, il consiglio comunale richiede il sostegno attivo e la partecipazione di tutta la cittadinanza e delle forze politiche nell'interesse collettivo e dell'ambiente superando differenze e divergenze di valutazione. Sempre il consiglio comunale a maggioranza chiede la chiusura dell'inceneritore nel 2034. La maggioranza sta applicando il detto: quando va bene il merito è mio, quando va male la colpa è di tutti'. A parlare è il consigliere Maria Grazia Modena.
'Noi in consiglio l'abbiamo sempre detto che la raccolta differenziata con i sacchi, dopo i necessari correttivi stava dando buoni risultati e bisognava andare avanti ascoltando, correggendo e migliorando ogni giorno. Non siamo stati presi sul serio - continua la Modena -. Purtroppo con l'ordine del giorno approvato ieri si è certificato il 'de profundis' per l'economia circolare e la riduzione della produzione dei rifiuti. Praticamente si è gettato nel cassonetto e poi incenerito il programma ambientale con cui la maggioranza (PD, AVS e M5S) aveva vinto le elezioni. L'inceneritore continuerà a bruciare i rifiuti modenesi che diventeranno un alibi perfetto per continuare a bruciare anche i rifiuti provenienti dalle altre province. Il costo di questa inversione a U, tra i 4 e gli 8 milioni di euro, chi li pagherà? Alla salute dei modenesi chi ci penserà?'
