'Dobbiamo ricordare che se è vero che la Fondazione è un ente di diritto privato e quindi gli enti pubblici non sono soci, è anche vero che gli enti pubblici nominano i membri del consiglio di indirizzo e che l’articolo 10 del decreto legislativo 153/1999, emesso a seguito della privatizzazione della Cassa di Risparmio di Modena con il conferimento delle quote della stessa, prevede che la vigilanza sulle Fondazioni bancarie – che viene esercitata dall’Autorità di Vigilanza presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze – ha lo scopo di verificare la sana e prudente gestione delle fondazioni, la redditività dei patrimoni e l’effettiva tutela degli interessi contemplati negli statuti'. A intervenire in questi termini, replicando indirettamente alle parole del presidente Matteo Tiezzi su Tvqui (qui) sono i consiglieri comunali di Fdi Elisa Rossini e Ferdinando Pulitanò.
'La Fondazione è un ente privato, la comunicazione è un dovere da parte nostra, ma la comunicazione non può prescindere dal rispetto dagli organi delle istituzioni, io quindi voglio passare prima dal mio cda e dal mio cdi che sono i miei primi referenti' - aveva detto Tiezzi
'Lo Statuto della Fondazione di Modena prevede che la Fondazione persegue esclusivamente scopi di utilità e solidarietà sociale e di promozione dello sviluppo economico, sociale, culturale, scientifico, umano, etico e civile e opera con tale scopo prevalentemente nel territorio della Provincia di Modena.
Quindi se è giuridicamente corretto dire che la Fondazione è ente di diritto privato non si può invece sostenere che il suo patrimonio sia privato e che quindi della sua gestione la Fondazione non debba dare conto alla collettività. Per tale ragione stupisce che la Fondazione si stia trincerando dietro la forma giuridica per evitare di informare la città sui passaggi che si stanno facendo per verificare se vi sia stata in passato sana e prudente gestione e se di tale verifica è stata investita l’autorità preposta cioè l’Autorità di Vigilanza presso il Ministero dell’Economia', concludono i due esponenti di Fratelli d’Italia.

