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'Il blocco Pro-Pal della tangenziale fu concesso dalle autorità'

'Il blocco Pro-Pal della tangenziale fu concesso dalle autorità'

Lo ha confermato in Consiglio comunale l'assessore comunale Camporota. 'Il segretario Cgil aveva detto di volere bloccare tutta la città violando una norma giudicata fascista'


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'Il corteo, partito alle 10 da piazzale Primo Maggio, ha percorso il tracciato autorizzato fino all’intersezione Finzi/Gerosa quando, sulla falsariga di quanto accaduto in altre province, un gruppo di manifestanti ha deviato per dirigersi verso la tangenziale. Dopo un intenso confronto con i promotori dell’iniziativa, considerato che la coda del corteo stava transitando nei pressi della stazione ferroviaria, obiettivo sensibile presidiato e protetto, è stato concesso il transito della manifestazione lungo il tratto di tangenziale tra le uscite 8 e 10 bis, al fine di continuare a mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza collettiva'.Lo ha detto l'assessore comunale con delega alla sicurezza Alessandra Camporota, rispondendo ad una interrogazione di Fratelli d'Italia sulle manifestazioni pro Palestina e a sostegno della Global Sumund Flottilla, tra cui quella del 3 ottobre, organizzata insieme allo sciopero da Si Cobas e Cgil, con la partecipazione delle associazioni palestinesi. Manifestazione che ha portato all'ingresso forzato, e ufficialmente non previsto dagli accordi con la prefettura, di migliaia di manifestanti in tangenziale, con relativo blocco per più di una ora della circolazione. Un blocco dichiaratamente voluto e auspicato dall'allora e in scadenza di mandato, segretario provinciale Cgil Daniele Dieci. Le sue parole in testa al corteo con megafono in mano, le ricordiamo bene.
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Con tono sicuro, come nella consapevolezza che quell'obiettivo di entrare in tangenziale per bloccare volontariamente quella e l'intera città (reato quantomeno sulla carta e da lui stesso sottolineato) sarebbe stato concesso, non avrebbe trovato il blocco delle forze dell'ordine e tantomeno conseguenze per lui, aveva gridato la volontà di farlo. Gridato di volere violare la legge, il decreto sicurezza ritenuto di stampo fascista, e l'accordo sul percorso da fare concordato con la prefettura e in sede di comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica.
'Entriamo in tangenziale e blocchiamo la città, dimostrando che anche a Modena lo riesce a fare' - aveva detto. Oggi, dalle parole dell'assessore Camporota abbiamo saputo che a Modena tutto questo è stato e può essere concesso dalle autorità, a quando pare seduta stante, in deroga a quanto teoricamente concordato in riunioni e accordi istituzionali che significano, per eventi di questo tipo, predisposizione di forze dell'ordine in determinati luoghi definiti dal percorso e di un piano specifico per la sicurezza. Che tra l'altro prevedeva inizialmente non 15.000 ma 5000 partecipanti, e non certo, stando alle parole dell'assessore, la predisposizione di un sistema coordinato per bloccare velocemente ed improvvisamente gli ingressi e le uscite della tangenziale di fatto per l'intera parte nord, come invece è successo.
Quando con l'ok delle autorità, il corteo imboccò l'accesso alla tangenziale, quest'ultima era già vuota, in entrambi i sensi di marcia, da almeno 10 minuti. Non ci fu nemmeno il tentativo da parte delle forze dell'ordine di impedire un accesso forzato. Non ci fu nessun tentativo da parte degli organizzatori del corteo o degli altri ordinati manifestanti di andare avanti disordinatamente 'sfidando' la Polizia. Gli organizzatori si fermarono e giunti alla rotatoria tra via Finzi e via Gerosa, dissero che sarebbero andati dritto anziché svoltare come sulla carta previsto, e poco dopo furono semplicemente scortati verso una tangenziale dove il traffico non lo avrebbero bloccato loro, ma era già stato bloccato prima dalla Polizia Locale e Stradale.
Fatto sta che a Modena, su concessione delle autorità, è stato dato l'ok ad uno strappo al percorso concordato, ma non ad uno strappo qualsiasi, non rispetto ad una via, ma uno strappo per commettere dichiaratamente un reato e per violare una legge dello stato: bloccare una tangenziale e con essa provocare enormi disagi in più rispetto a quella che avrebbe provocato la manifestazione sul percorso concordato, oltre ad un impegno ulteriore di forze di polizia.
Riportando quanto sarebbe stato riferito dagli organi competenti interpellati dal comune per la predisposizione della risposta, Il tutto sarebbe avvenuto proprio per garantire la sicurezza. Questo è accaduto a Modena, al di là dell'unica motivazione che è stata fornita, ovvero del fatto che la coda del corteo fosse ancora presente nell'area 'sensibile' della stazione ferroviaria. La concessione di violare la legge, di uscire da quanto concordato con la Prefettura, dal tavolo tecnico del questore e di bloccare una tangenziale e la città. A Modena si può, senza conseguenze. Non risulta che nei confronti del segretario Cgil o di altri organizzatori siano scattati provvedimenti.Nel merito e nel corso della risposta, l’assessore Camporota, ha specificato che per contribuire al regolare svolgimento della manifestazione; nello specifico 'sono stati impiegati per il servizio di viabilità e sicurezza stradale 30 agenti dalle 10 alle 13.30, dieci dalle 13.30 alle 15.30. A questi, come sforzo del Comune, si sono aggiunti i lavori pubblici con una squadra per la collocazione e rimozione delle transenne', ha detto l’assessore.
Quanto all’impatto sulle linee di trasporto pubblico, 'quelle interessate da modifiche di itinerario, sono state le linee 1, 2, 3, 4, 5, 6 7, 9 10, 11, 12 e 13 per quanto concerne il tratto solo urbano; per l’extraurbano, che transita nel tratto urbano, la 400, 410, 420, 760, 762, 500, 530 e 550'.Per quanto riguarda invece l’episodio risalente al primo ottobre, 'alle 21 circa la centrale operativa delle Polizia locale ha ricevuto dalla Polizia di Stato una richiesta di supporto per un presidio Pro - Pal in Largo Garibaldi. Sono state inviate sul posto due pattuglie che si sono unite al contingente di Polizia di Stato e Digos, già presente. Inizialmente le persone erano circa 30, radunate nei pressi del Teatro Storchi, arrivate poi a un’ottantina. Dopo una sosta davanti al teatro di circa 30 minuti, i manifestanti si sono spostati verso l’incrocio tra via Emilia Centro e viale delle Rimembranze occupando la strada in direzione Prefettura, ragione per cui è stato necessario deviare il traffico proveniente da viale Caduti in Guerra verso via Emilia Est per circa 30 minuti. Il corteo si è poi fermato davanti alla Prefettura, dove i manifestanti hanno stazionato per 20 minuti circa, per poi ritornare verso largo Porta Bologna. La manifestazione si è conclusa verso le 23. Si precisa che, dato l’orario serale, non sono state riscontrate criticità legate al traffico', ha concluso l’assessore Camporota.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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